Marina mercantile, via all’imbarco di ufficiali extra-Ue sulle navi di bandiera tedesca

Il governo federale della Germania allenta i vincoli sulla nazionalità del personale di bordo per contrastare la carenza di manodopera qualificata e rilanciare la competitività internazionale del proprio registro navale

La portacontainer Hamburg Express batte bandiera tedesca

Ultimo aggiornamento 14 settembre 2026 - 19:03

La Germania vuole rilanciare la propria bandiera nazionale, che conta attualmente circa 400 unità. Attraverso una riforma del regolamento sul personale di bordo, il governo federale ha deciso di abbattere uno dei vincoli storici più rigidi per il settore marittimo nazionale.

Lidl porta le navi sotto bandiera tedesca

La novità più rilevante è la possibilità di imbarcare comandanti e ufficiali di coperta provenienti da Paesi terzi, esterni all’Unione europea, su navi che battono bandiera tedesca. Questa misura punta a risolvere la drammatica carenza di personale qualificato che da tempo affligge le compagnie di navigazione europee, penalizzando la competitività della flotta di Berlino rispetto ai registri internazionali più flessibili.

Fino ad oggi la normativa imponeva la presenza fissa di un comandante dell’Unione europea e, sulle imbarcazioni di grandi dimensioni, la presenza obbligatoria di almeno un altro ufficiale comunitario. Il principio di base non viene del tutto smantellato, ma le compagnie di navigazione dispongono ora di opzioni operative molto più elastiche. Se l’ufficiale extracomunitario possiede un certificato di idoneità rilasciato da uno Stato membro dell’Unione europea, l’armatore deve soltanto ottenere un avallo tedesco e garantire la partecipazione del lavoratore a un corso specifico sul diritto marittimo della Germania. Nel caso in cui il titolo provenga invece da un Paese terzo, la compagnia deve richiedere un’autorizzazione supplementare all’ufficio per la sicurezza marittima della Bg Verkehr.

L’accesso a queste nuove deroghe è legato al rispetto di tre precise condizioni che tutelano il mercato del lavoro e la formazione interna. Gli armatori possono ricorrere ai professionisti extracomunitari soltanto se dimostrano che sul mercato non sono disponibili ufficiali comunitari e se assicurano di non poter promuovere a comandante nessun ufficiale dell’Unione europea già in servizio. Come contropartita per l’impiego di personale straniero, le compagnie sono obbligate a istituire due nuovi posti di formazione per giovani marittimi per ogni ufficiale extracomunitario assunto, un requisito che scende a un solo posto per le aziende con flotte composte unicamente da navi inferiori alle cinquecento tonnellate di stazza lorda.