Brullo: “Augusta Due rinnova la flotta. E puntiamo sul mercato europeo”

Gabriele Brullo è al timone del gruppo armatoriale che vola sopra i 100 milioni di euro di fatturato

La Hiera M

Ultimo aggiornamento 5 agosto 2026 - 10:21

Crescere senza rincorrere i picchi del mercato. Puntare sulle nicchie dove i grandi gruppi non arrivano. Rinnovare la flotta con prudenza, aspettando il momento giusto per investire. È la strategia delineata da Gabriele Brullo, alla guida insieme con il padre Raffaele di Augusta Due, una delle società del gruppo armatoriale, che insieme a Navalmed rappresentano una delle principali realtà nel mercato del trasporto di prodotti petrolchimici. «Le maggiori opportunità di crescita sono nelle nicchie di mercato dove non entrano i grandi gruppi», spiega Brullo. «Oggi, con un mercato molto forte, molti operatori guardano ai segmenti più liquidi e speculativi. Noi invece continuiamo a fare un lavoro più industriale, in mercati dove esistono barriere all’ingresso e dove possiamo fare la differenza con prodotti sempre più specializzati».

La nicchia, per Gabriele Brullo, ha un nome preciso: Europa. «Il nostro riferimento è il mercato europeo, dove spesso è richiesta la bandiera comunitaria e, in molti casi, anche equipaggi europei per svolgere servizi di cabotaggio, come in Italia e Spagna. È un comparto più specialistico e lì vogliamo consolidare la nostra presenza». Nonostante le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz abbiano ridisegnato le rotte mondiali, Augusta Due non cambia strategia. «Preferiamo rafforzare il nostro mercato piuttosto che entrare in nuovi contesti proprio in una fase di forte instabilità. Oggi il nostro focus è il rinnovo della flotta».

Una scelta che non significa immobilismo. Al contrario. «Stiamo sostituendo progressivamente le navi che si avvicinano ai vent’anni con unità di nuova generazione. Lo facciamo però passo dopo passo, senza concentrare tutti gli investimenti nello stesso momento. Oggi è difficile capire se il mercato sia al massimo o all’inizio di una nuova fase. I cantieri cinesi sono quasi saturi fino al 2029-2030, ma se il settore container rallentasse potrebbero aprirsi nuove opportunità. Noi restiamo alla finestra, osserviamo e siamo pronti a cogliere le occasioni giuste». L’obiettivo, almeno per ora, non è aumentare il numero delle navi. «Non puntiamo ad espandere la flotta, ma a ringiovanirla. Se poi si presenterà un’opportunità industriale, magari legata alla richiesta di un cliente per un servizio dedicato, allora costruiremo un progetto specifico. Non esiste un solo driver: bisogna interpretare il mercato con grande flessibilità». Lo scenario internazionale continua comunque a sostenere il settore tanker. «Le tensioni nel Mar Rosso mantengono elevati sia il mercato dei noli sia quello della compravendita delle navi. Per noi significa che le unità in flotta lavorano bene e che quelle che decidiamo di cedere vengono valorizzate. È certamente un vantaggio per il gruppo».

Parallelamente prosegue il piano di rinnovo tecnologico. Dopo le consegne della Primo M, della Ginostra M, della Alicudi M e della nuova Hiera M, è già prevista una seconda unità gemella nel 2028. «Le nuove costruzioni devono essere predisposte ai carburanti alternativi: biofuel, methanol ready, nonché al cold ironing, bassi consumi ed elevata efficienza energetica. La sostenibilità oggi passa soprattutto attraverso la qualità della nave». Brullo indica poi le priorità che la politica dovrebbe affrontare. «La prima è la sburocratizzazione. Siamo tra i pochissimi armatori rimasti nel settore delle cisterne con bandiera italiana e lavorare anche sui mercati esteri e ciò comporta procedure spesso molto articolate. La seconda riguarda il sostegno al rinnovo della flotta e alla formazione del personale. Servono incentivi per investire in nuove navi e strumenti per attrarre giovani qualificati, sia a bordo sia negli uffici. Oggi trovare professionalità nel settore marittimo è sempre più difficile».

Quella dei Brullo è una storia imprenditoriale costruita in oltre trent’anni di attività e caratterizzata da un fattore unico: tutti componenti della famiglia hanno prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri con la quale è mantenuto un legame molto saldo. Fondata da Raffaele Brullo nel 1994 dopo una lunga esperienza nel settore petrolifero e nello shipping, Augusta Due è rimasta un gruppo familiare che oggi gestisce 17 navi, impiega circa 1.300 marittimi e una sessantina di dipendenti a terra, con un fatturato atteso superiore ai 100 milioni di euro.Il gruppo ha anche avviato, dal 2023, anche una nuova attività nel comparto dei luxury yacht attraverso un cantiere boutique, Filippetti Yachts nelle Marche, dedicato alle costruzioni su misura. Una crescita prudente, ma costante, che continua a fare della specializzazione il principale vantaggio competitivo.