Canale di Panama, portacontainer paga 4 milioni per anticipare il transito

Alla congestione contribuiscono anche i lavori di manutenzione delle chiuse, previsti fino a settembre e riguardanti anche quelle destinate alle navi Neopanamax

Ultimo aggiornamento 14 agosto 2026 - 16:55

Quattro milioni di dollari per anticipare il passaggio attraverso il Canale di Panama. È la cifra pagata il 10 agosto dall’armatore della portacontainer “Seaspan Benefactor”, secondo fonti citate da Bloomberg, in un’asta riservata alle navi prive di prenotazione. L’importo, vicino ai massimi storici, è risultato più del doppio rispetto alla media registrata nei sette giorni precedenti.

Il sistema ordinario di transito prevede il pagamento di una tariffa fissa attraverso una prenotazione. Per le navi che ne sono sprovviste, invece, l’Autorità del Canale di Panama mette a disposizione un sistema di aste che consente di anticipare il proprio turno. Secondo l’Autorità, circa il 25% delle navi che attraversano il canale non dispone di una prenotazione e può quindi essere costretto ad attendere fino a dieci giorni. Il restante 75% transita invece sulla base di prenotazioni già effettuate. L’Autorità ha spiegato che i prezzi delle aste sono aumentati per effetto delle variazioni nella domanda e nell’offerta del commercio globale e ha confermato che alcune operazioni hanno superato il milione di dollari. L’ente non ha commentato direttamente la transazione da 4 milioni né fornito indicazioni sull’armatore della nave. La “Seaspan Benefactor” era stata rilevata per l’ultima volta in navigazione al largo della Corea del Sud e l’11 agosto risultava sul versante pacifico del canale, in attesa del transito verso nord.

Alla congestione contribuiscono anche i lavori di manutenzione delle chiuse, previsti fino a settembre e riguardanti anche quelle destinate alle navi Neopanamax. A complicare ulteriormente la situazione è la recente riduzione del pescaggio massimo consentito nelle chiuse Neopanamax, determinata dalle precipitazioni inferiori alle attese e dalle condizioni climatiche associate al fenomeno di El Niño. Il combinato disposto di congestione, manutenzioni e condizioni meteorologiche continua così a mettere sotto pressione una delle principali vie d’acqua del commercio mondiale.