I ribelli yemeniti filo‑iraniani Houthi hanno dichiarato lunedì di aver soccorso dieci marittimi della portarinfuse Eternity C, gestita da armatori greci, che loro stessi avevano attaccato e affondato nel Mar Rosso all’inizio di luglio.
La Eternity C, battente bandiera liberiana, è la seconda nave affondata al largo dello Yemen dopo una serie di assalti condotti dai miliziani Houthi con droni di superficie e lanciarazzi. Pochi giorni prima era andata a picco un’altra nave di gestione greca, la Magic Seas.
Questi attacchi segnano la ripresa della campagna Houthi contro il traffico marittimo: dal novembre 2023 al dicembre 2024 il gruppo ha colpito oltre cento unità, affermando di agire in solidarietà con i palestinesi nel conflitto di Gaza.
L’equipaggio dell’Eternity C e tre guardie armate hanno dovuto abbandonare la nave dopo gli attacchi. Dieci persone sono state recuperate da una missione privata di soccorso, mentre altre cinque risultano disperse e si teme siano morte a causa dell’assalto.
Secondo fonti di sicurezza marittima citate da Reuters, altri dieci membri dell’equipaggio sarebbero trattenuti dagli Houthi.
المشاهد الكاملة لشهادات طاقم السفينة "ETERNITY C" التي اغرقتها القوات المسلحة اليمنية pic.twitter.com/tLbZP03s4g
— الإعلام الحربي اليمني (@MMY1444) July 28, 2025
Lunedì il gruppo ha diffuso un video di sei minuti che mostra i dieci marittimi mentre parlano con le rispettive famiglie. Nel filmato, alcuni sostengono di non essere a conoscenza del divieto Houthi di transito verso porti israeliani; spiegano che la nave era diretta a Eilat, in Israele, per caricare fertilizzanti.
Nella cosiddetta “fase quattro” delle loro operazioni, annunciata domenica, gli Houthi minacciano di colpire qualunque nave di società che mantengano rapporti con porti israeliani, a prescindere dalla nazionalità delle unità.
In risposta ai recenti affondamenti, la Grecia invierà nel Mar Rosso una nave di salvataggio per prestare assistenza in caso di incidenti e tutelare i marittimi e la navigazione globale.