La finanza marittima giapponese si prepara a cambiare volto. Iyogin Holdings ed Ehime Bank hanno annunciato un accordo per integrare le rispettive attività entro il 1° aprile 2027, dando vita a uno dei maggiori operatori mondiali nel finanziamento dello shipping. L’operazione, soggetta all’approvazione degli azionisti e delle autorità di vigilanza, porterà alla nascita di un gruppo con attivi consolidati pari a circa 12.600 miliardi di yen (76,9 miliardi di dollari) e un portafoglio di prestiti al settore marittimo superiore ai 2.100 miliardi di yen (12,8 miliardi di dollari).
Secondo i due istituti, la fusione risponde alle sfide strutturali che interessano il sistema bancario regionale giapponese, tra cui il calo demografico e l’aumento dei costi operativi. Ehime Bank diventerà una controllata al 100% di Iyogin Holdings, mentre entrambe le banche manterranno il proprio marchio e continueranno a operare in maniera indipendente.
L’operazione, tuttavia, va ben oltre una semplice razionalizzazione. «A mio avviso rappresenta la nascita di una nuova potenza globale della finanza marittima», afferma Jigo Hayashi, general manager International Shipping and Finance di Tokyo Century Corporation.
Oggi Iyo Bank, principale banca del gruppo Iyogin, vanta circa 1.600 miliardi di yen di finanziamenti allo shipping, che la collocano al terzo posto in Giappone e al decimo nel mondo. Ehime Bank aggiunge altri 500 miliardi di yen di esposizione verso il comparto, classificandosi dodicesima a livello nazionale e trentasettesima su scala globale.
La nuova realtà potrà così contare su una massa critica senza precedenti tra gli istituti regionali giapponesi. «A differenza di molte fusioni bancarie nate per difendersi dalle difficoltà del mercato, questa integrazione consente di concentrare capitali e competenze in una nicchia globale altamente specializzata nella quale entrambe le banche possiedono già un vantaggio competitivo significativo», sottolinea Hayashi.
Un elemento strategico è rappresentato anche dalla localizzazione geografica. Entrambi gli istituti hanno sede a Matsuyama, nella prefettura di Ehime, storicamente uno dei principali poli giapponesi dell’armamento e della cantieristica navale. Riunire sotto un unico gruppo i due principali finanziatori di questo ecosistema rafforza ulteriormente il supporto finanziario agli armatori locali e ai clienti internazionali.
La maggiore dimensione consentirà inoltre una migliore gestione del rischio. Inserire il portafoglio shipping all’interno di un bilancio da 12.600 miliardi di yen permetterà infatti di assorbire con maggiore efficacia la volatilità dei mercati marittimi e di gestire con più flessibilità la concentrazione dell’esposizione creditizia.
Il nuovo gruppo punta anche a rafforzare la presenza internazionale. Le due banche seguono già gli armatori giapponesi sui mercati esteri, anche attraverso la filiale di Singapore di Iyo Bank. Secondo Hayashi, la banca sarà in grado di strutturare finanziamenti per flotte di dimensioni maggiori, guidare operazioni sindacate e sostenere il rinnovo delle flotte con navi alimentate a GNL, metanolo, ammoniaca e sistemi di propulsione eolica assistita.
L’operazione si inserisce in un più ampio processo di consolidamento del sistema bancario regionale giapponese. La normalizzazione della politica monetaria della Bank of Japan, il rialzo dei tassi d’interesse e le pressioni dell’autorità di vigilanza stanno infatti spingendo gli istituti a cercare maggiore scala ed efficienza. Altri progetti di integrazione sono già stati annunciati, tra cui quelli che coinvolgono Daishi Hokuetsu Financial Group e Gunma Bank, oltre a Shizuoka Financial Group e Nagoya Bank, confermando come la concentrazione del settore sia destinata ad accelerare nei prossimi anni.