“Il 2025 è stato un anno molto positivo. Sebbene non abbiamo raggiunto i livelli record di alcuni anni precedenti, i nostri risultati rimangono solidi, soprattutto considerando il contesto difficile in cui sono stati conseguiti”. Con queste parole Emanuele Grimaldi, amministratore delegato del gruppo Grimaldi, ha aperto la XXVII Euromed Convention “From Land to Sea” al Forte Village di Pula, in Sardegna. “Guardiamo al futuro con grande ottimismo. Non stiamo aspettando il futuro: stiamo già progettando ciò che verrà dopo”.
Al centro dell’intervento gli investimenti nella flotta. Il gruppo ha già impegnato circa 1,5 miliardi di dollari per nove navi ro-pax (sei per il Mediterraneo sotto i brand Grimaldi Lines e Minoan Lines, tre per Finnlines nel Baltico), con consegne tra il 2028 e il 2030. Queste unità ridurranno le emissioni di CO₂ per unità di carico di oltre il 50% rispetto alle navi che sostituiscono e saranno predisposte per i combustibili verdi, rendendo possibile la navigazione net-zero non appena i carburanti saranno disponibili a prezzi competitivi e in quantità sufficienti.
Ma Grimaldi ha annunciato un passo ulteriore. Sono già in fase avanzata due progetti distinti: una nuova generazione di navi ConRo (container e rotabili) e una di navi multipurpose. “Il nostro dipartimento di Ricerca e Sviluppo sta lavorando alle soluzioni più innovative, con un obiettivo chiaro: renderle le più flessibili e ambientalmente avanzate al mondo nei rispettivi segmenti. Anche con i carburanti convenzionali saranno progettate per ottenere le più basse emissioni per unità trasportata”. L’investimento complessivo per queste due serie di navi si aggirerà intorno ai 3 miliardi di euro. Il contratto dovrebbe essere firmato entro la fine dell’anno. “Siamo già in discussioni avanzate. Due giorni fa a Napoli ho incontrato Miao Jianmin, presidente di China Merchants di Hong Kong, che controlla il più grande gruppo cantieristico del mondo. Abbiamo parlato a lungo sia dei traghetti in costruzione sia delle nuove navi. Non stiamo facendo navi banali: stiamo realizzando le migliori al mondo”.
Negli ultimi mesi il gruppo ha completato il programma di quattordici navi GG5G hybrid ro-ro (con l’Eco Napoli consegnata a marzo 2025), che a pari velocità trasportano il doppio del carico della generazione precedente con consumi uguali o inferiori, dimezzando le emissioni di CO₂ per unità. Sul fronte car carrier, con la recente consegna della Grande Egitto sono entrate in flotta quattordici Pure Car and Truck Carrier ammonia-ready; entro aprile 2027 saranno diciassette, le ultime con capacità fino a 9.800 CEU. La rete asiatica conta oggi oltre 30 navi, con nuovi collegamenti diretti verso America Latina, Oceania e Filippine.
Grimaldi ha ribadito con forza la necessità di un’azione globale sul clima. “Il cambiamento climatico e lo shipping richiedono misure realistiche, applicabili a livello mondiale e cost-effective. Questo è stato ribadito il 9 settembre dai ministri marittimi di Cipro, Grecia, Malta e Italia”. Ha poi lanciato un allarme chiaro sull’impatto dell’Emissions Trading System europeo e di FuelEU Maritime: “L’ETS sta già aggiungendo circa 8 miliardi di euro all’anno ai costi del trasporto marittimo in Europa, una cifra destinata ad avvicinarsi ai 10 miliardi dal 2027. Se questi costi renderanno i servizi marittimi meno competitivi rispetto alla strada, le merci potrebbero restare su gomma. Sarebbe un’inversione di modal shift, una contraddizione. Non possiamo incoraggiare il trasferimento dalla strada al mare, investire miliardi in navi più pulite e poi creare condizioni che riportano quei trasporti sulle strade europee”.
Il gruppo, intanto, continua a rafforzare la rete e ha ottenuto la riconferma per altri cinque anni dei collegamenti di servizio pubblico Napoli-Cagliari-Palermo e Civitavecchia-Cagliari-Arbatax. “Dietro ogni rotta ci sono persone e imprese che dipendono da essa. Il nostro lavoro, che si tratti di un’isola o di veicoli attraverso gli oceani, poggia sulla stessa cosa: la fiducia delle persone”.