Torna ad alzarsi la tensione nello Stretto di Hormuz. L’Iran ha lanciato un attacco missilistico contro due Very Large Crude Carrier (VLCC), provocando la morte di un marittimo indiano e il ferimento di altre otto persone, in quello che rappresenta uno degli episodi più gravi contro la navigazione commerciale dall’ultima escalation tra Teheran e Washington.
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno identificato le navi coinvolte come le petroliere Al Bahyah e Mombasa B. Si tratta della Al Bahyah, VLCC da 299.400 tonnellate di portata lorda costruita nel 2023 e appartenente ad Adnoc, e della Mombasa B, petroliera da 300.000 tonnellate del gruppo sudcoreano Sinokor Maritime, costruita nel 2016 e noleggiata dalla compagnia petrolifera statale emiratina.
Adnoc ha confermato l’attacco, condannandolo con fermezza e definendolo «un’aggressione contro la navigazione civile e gli innocenti marittimi che operano a bordo delle proprie navi».
Secondo il Ministero della Difesa degli Emirati, entrambe le petroliere sono state colpite da due missili da crociera iraniani mentre transitavano lungo la corsia meridionale dello Stretto di Hormuz, all’interno delle acque territoriali dell’Oman. L’impatto ha provocato incendi a bordo e danni materiali, ma le fiamme sono state successivamente domate dagli equipaggi.
La vittima si trovava sulla Mombasa B. Dei feriti, sei sono cittadini indiani e due ucraini; quattro hanno riportato lesioni gravi.
L’episodio arriva mentre riprende il confronto tra Stati Uniti e Iran dopo il fallimento del cessate il fuoco. Teheran continua a intimare alle navi commerciali di non attraversare lo Stretto di Hormuz, mentre Washington invita gli armatori a proseguire la navigazione garantendo assistenza militare, nel tentativo di dimostrare che la Repubblica islamica non esercita il controllo sulla principale arteria mondiale per il trasporto di petrolio.
La Marina iraniana ha rivendicato l’azione senza indicare i nomi delle unità colpite, sostenendo di aver preso di mira «supertankers ingannate dagli Stati Uniti, che avevano spento i sistemi di navigazione e ignorato ripetuti avvertimenti».