Hormuz resta quasi deserto, mentre riparte Bab el-Mandeb: il traffico marittimo cambia rotta

Solo cinque navi hanno attraversato lunedì lo Stretto di Hormuz, contro una media di 14 negli ultimi dieci giorni e senza alcuna petroliera. Nel Bab el-Mandeb i transiti risalgono a 27, ma mancano ancora VLCC e metaniere.

Ultimo aggiornamento 1 settembre 2026 - 09:22

Hormuz resta quasi deserto. Bab el-Mandeb, invece, ricomincia lentamente a popolarsi. I due grandi colli di bottiglia del commercio marittimo mondiale stanno raccontando, attraverso i dati di traffico, due storie diverse. E soprattutto confermano quanto la geografia delle rotte commerciali resti condizionata dalla crisi e dall’incertezza geopolitica.

Lunedì soltanto cinque navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo i dati preliminari di ship tracking di Kpler. Un numero sostanzialmente invariato rispetto al fine settimana e molto inferiore alla media di circa 14 transiti registrata negli ultimi dieci giorni.

Quattro unità sono entrate nello stretto e una ne è uscita. Un dato che, peraltro, potrebbe non fotografare completamente la situazione: nel conteggio non rientrano infatti le navi che attraversano Hormuz con i transponder spenti.

L’elemento più significativo è però un altro. Tra le cinque navi non c’era nessuna petroliera per il trasporto di greggio o prodotti liquidi. Delle quattro unità entrate nello stretto, una era una gasiera di dimensioni handy, in zavorra, arrivata attraverso la rotta iraniana. Le altre tre erano portarinfuse cariche.

Una fotografia che conferma la persistente difficoltà del traffico commerciale in uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta. E proprio mentre il numero dei transiti resta estremamente ridotto, martedì un altro episodio ha contribuito ad aumentare la tensione: secondo quanto riportato dai media iraniani, una petroliera saudita sarebbe stata fermata mentre attraversava il corridoio meridionale dello stretto.

Dall’altra parte della penisola arabica, invece, il quadro appare leggermente diverso. Nel Bab el-Mandeb, la porta d’accesso meridionale al Mar Rosso e quindi al Canale di Suez, lunedì i transiti sono saliti a 27, il livello più alto degli ultimi tre giorni.

Quattordici navi sono entrate nello stretto e tredici ne sono uscite. Tra queste figuravano cinque petroliere per il trasporto di greggio di dimensioni Aframax o Suezmax, un segnale di una parziale ripresa del traffico energetico lungo quella rotta.

Restano però assenti le grandi protagoniste del commercio petrolifero mondiale. Nessuna Very Large Crude Carrier, le gigantesche VLCC, ha attraversato il Bab el-Mandeb, così come nessuna metaniera per il trasporto di gas naturale liquefatto.

Il confronto fra i due stretti racconta dunque una normalità ancora molto lontana. Hormuz continua a registrare livelli di traffico estremamente ridotti e soprattutto l’assenza delle grandi petroliere, mentre Bab el-Mandeb mostra qualche segnale di maggiore attività senza però essere tornato ai flussi che caratterizzavano le rotte energetiche e commerciali prima della crisi.