I “due forni” di Cma Cgm: il feeling con Trump, ma firma i mega ordini di portacontainer con la Cina

Ordinate nuove navi da 22 mila teu ai cantieri del Dragone: il valore dell'operazione supera i 2 miliardi di dollari

Il ceo di CMA CGM Rodolphe Saade

Ultimo aggiornamento 28 agosto 2025 - 14:13

Il colosso francese dei container CMA CGM avrebbe scelto la Cina per un maxi-ordine di nuove costruzioni navali del valore di circa 2,1 miliardi di dollari, nonostante gli impegni dichiarati a rafforzare la flotta battente bandiera statunitense.

Secondo fonti del settore, la compagnia ha selezionato Dalian Shipbuilding Industry Co (DSIC), parte del gruppo statale CSSC, per la costruzione di sei navi dual-fuel da 22.000 teu, con opzione per altre quattro unità. Le nuove portacontainer, capaci di operare sia a GNL che a carburante marino convenzionale, avranno consegne previste tra il 2027 e il 2028.

Il prezzo stimato per ciascuna nave si aggira tra i 205 e i 210 milioni di dollari, comprensivo dei serbatoi LNG. La scelta di DSIC è legata a tempi di consegna più rapidi e costi più competitivi rispetto ai cantieri sudcoreani, dove il prezzo medio per unità simile supera i 250 milioni di dollari.

Questa commessa segna un traguardo importante per DSIC, che non aveva mai costruito navi container oltre i 16.000 teu. Attualmente CMA CGM ha già in ordine 10 unità da 24.000 teu a doppia alimentazione presso Yangzijiang, e 12 nuove navi da 18.000 teu in costruzione a Jiangnan Shipyard.

Con le nuove 22.000 teu, la compagnia francese consolida la propria posizione tra i leader globali del trasporto marittimo, rafforzando la strategia di crescita e la transizione energetica del proprio network.