Il primo cargo a vela compie un anno e approda in Belgio

Neoliner Origin ha il supporto di Cma Cgm: il vento è la fonte principale di spinta, affiancata da un sistema diesel-elettrico ausiliario. La velocità commerciale è di 11 nodi

Ultimo aggiornamento 24 settembre 2026 - 19:16

La rotta atlantica si allunga verso il cuore logistico del Nord Europa, con una tecnologia che prova a riportare il vento dentro i conti dello shipping. La Neoliner Origin, cargo ro-ro di 136 metri progettata per utilizzare la vela come principale fonte di propulsione, ha effettuato lunedì il primo scalo a Zeebrugge, in Belgio, entrando così nella rotazione regolare del servizio transatlantico di Neoline.

Navigazione a vela, la Neoliner Origin aggiunge il Nord Europa al servizio

Il collegamento, sostenuto anche da Cma Cgm, mette ora in connessione Zeebrugge, Montoir-de-Bretagne, Saint-Pierre-et-Miquelon, Baltimore e Halifax. La rotazione richiederà circa cinque settimane in estate e sei in inverno, per una decina di viaggi all’anno. L’aggiunta del porto belga comporterà solo alcuni giorni in più sul giro complessivo, secondo quanto dichiarato dagli operatori.

La scelta di Zeebrugge ha una logica soprattutto commerciale. Il porto belga, parte del sistema portuale di Anversa-Bruges, è uno dei principali hub europei per traffici ro-ro, automotive e carichi fuori sagoma. Da qui la nave può intercettare la domanda proveniente non solo dal Belgio, ma anche da Paesi Bassi, Germania e Francia settentrionale.
La Neoliner Origin è però soprattutto un esperimento sul fronte della propulsione. La nave dispone di due alberi ripiegabili dotati di vele SolidSail, per una superficie complessiva di 3.000 metri quadrati. Il vento è la fonte principale di spinta, affiancata da un sistema diesel-elettrico ausiliario. La velocità commerciale è di 11 nodi e il progetto prevede, sulla rotta del Nord Atlantico, una riduzione del consumo di carburante superiore all’80% rispetto a una nave convenzionale che navighi a 15 nodi.

Il dato va letto anche alla luce dei tempi: la nave non punta a competere sul terreno della velocità, ma su quello dei consumi e delle emissioni. Può trasportare merci rotabili, containerizzate e fuori sagoma, oltre a 12 passeggeri. Dietro il progetto c’è anche Cma Cgm, che ha sostenuto lo sviluppo della soluzione e oggi propone il servizio ai propri clienti. Per il gruppo francese si tratta di aggiungere alla propria offerta una modalità di trasporto transatlantico a minore intensità di carbonio, in un mercato nel quale la decarbonizzazione sta diventando anche una questione di prodotto e di scelta logistica.