Il transito delle navi nello stretto di Bab el-Mandeb torna a livelli quasi regolari

A gettare un raggio di ottimismo è arrivato in settimana il passaggio nel Canale di Suez della BYD Xi'An, la nuova grande nave porta-auto del colosso cinese BYD

Miliziani Houthi

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:20

Il transito delle navi nello stretto di Bab el-Mandeb è tornato a livelli quasi regolari dopo il duplice attacco degli Houthi della scorsa settimana, segno che la maggior parte degli armatori non si è fatta dissuadere dal riemergere della minaccia dei ribelli yemeniti. Secondo Lloyd’s List Intelligence, tra il 7 e il 13 luglio si sono registrati 244 transiti di navi cargo con una stazza lorda superiore alle 10.000 tonnellate, in lieve aumento rispetto ai 232 attraversamenti della settimana precedente, quando le navi greche Magic Seas ed Eternity C erano state colpite e successivamente affondate. Nonostante il traffico in ripresa, i numeri rimangono inferiori del 60% rispetto alla media pre-crisi: prima della comparsa degli Houthi nel novembre 2023, le traversate settimanali nel Mar Rosso si attestavano attorno alle 550 unità. Eppure, la resilienza mostrata da parte del settore marittimo riflette anche una preparazione più attenta: molte compagnie avevano già ripreso a navigare attraverso Bab el-Mandeb a partire da gennaio, dopo mesi di deviazioni verso il Capo di Buona Speranza.

Tuttavia, con gli ultimi attacchi, si prevede che diversi operatori possano tornare a considerare rotte alternative. Secondo Arran Kennedy di Control Risks, la scelta del momento per colpire non è stata casuale: “Gli Houthi sanno quando agire per massimizzare l’impatto. Hanno aspettato che le compagnie iniziassero a riorganizzare i loro piani commerciali per poi affondare due navi in attacchi multipli, bloccando potenzialmente il ritorno a quelle rotte per mesi”. Ma non tutti condividono questa valutazione. Dirk Siebels, analista di Risk Intelligence, sostiene che gli operatori che hanno continuato a navigare nel Mar Rosso non cambieranno facilmente strategia, poiché la minaccia non è mai davvero scomparsa.

A gettare un raggio di ottimismo è arrivato in settimana il passaggio nel Canale di Suez della BYD Xi’An, la nuova grande nave porta-auto del colosso cinese BYD. L’evento è stato interpretato come un importante segnale di fiducia. Il presidente dell’Autorità del Canale di Suez, il generale Osama Rabie, ha colto l’occasione per lanciare un appello agli armatori: “L’approvazione della BYD Xi’An è la dimostrazione che il Canale di Suez rimane l’arteria vitale del commercio globale tra Est e Ovest”. Rabie ha anche annunciato una previsione di crescita del 20% nel volume delle navi car-carrier nella seconda metà del 2025, rispetto ai primi sei mesi dell’anno.