L’overcapacity della flotta portacontainer globale si sta accentuando. È quanto emerge dai dati di Linerlytica, secondo cui le navi in costruzione porteranno nei prossimi anni nuova stiva per 10,4 milioni di teu (il 31 per cento in più rispetto a quella attuale).
La stiva che deve essere ancora consegnata da qui alla fine del 2025 è di circa 1 milione di teu, a fronte di un limitato livello di demolizione di vecchie navi (finora nel 2025 soltanto 3.500 teu di capacità). Secondo il report, inoltre, la crescita della flotta continuerà a essere maggiore rispetto alla crescita della domanda fino al 2029. I dati di un altra società di consulenza del settore marittimo, Xeneta, mostrano che, fatto 100 l’indice della capacità di stiva nel 2019, nel 2025 questo è arrivato a 145. Per contro la domanda di trasporto marittimo di container da 100 nel 2019 è arrivata a 113. Anche facendo la tara della capacità in più richiesta dal dirottamento delle navi per il Capo di Buona Speranza, l’indice arriva a 130 punti.
Come raccontato nei giorni scorsi da questo giornale, i conti delle maggiori compagnie marittime per il secondo trimestre 2025 hanno segnalato un indebolimento della redditività delle flotte portacontainer. Nonostante un primo trimestre generalmente positivo sul fronte degli Ebit (indicatore della redditività), il calo del secondo trimestre è stato associato a diversi fattori dell’attuale congiuntura, in particolare proprio allo squilibrio crescente fra offerta di stiva e domanda di trasporto. Il dato di Linerlytica è un alert per il settore perché, se confermato, questo squilibrio durerà per circa un lustro.
Intanto i noli continuano a rimanere deboli. Secondo Xeneta, quelli sulle rotte del Pacifico (cioè principalmente fra Cina e Stati Uniti) sono diminuiti del 6 per cento fra fine luglio e metà agosto, nonostante che i porti della West Coast Usa stiano registrando record di traffico inattesi. Nello stesso periodo i noli verso la East Coast sono diminuiti del 12,8 per cento, mentre quelli verso l’America latina addirittura del 18,3 per cento. Non molto migliore la situazione dei noli dal Far East al Mediterraneo, calati nella prima metà di agosto dell’8,2 per cento.
Se la capacità offerta aumenterà come previsto, nei prossimi giorni i noli spot continueranno a scendere, a meno che non si verifichi un inatteso aumento della domanda