Maersk prepara una delle più grandi campagne di rinnovo della flotta della sua storia. Il gruppo danese sarebbe pronto a ordinare fino a 42 nuove portacontainer, per un valore complessivo che potrebbe arrivare a circa 8,9 miliardi di dollari, sfruttando la forte liquidità accumulata durante gli anni favorevoli per il trasporto container. Lo annuncia Tradewinds.
Al centro della nuova strategia ci sono 12 navi da 24 mila teu, tutte alimentate a GNL dual fuel. Se l’operazione sarà confermata, saranno le portacontainer più grandi mai ordinate da Maersk, che finora ha evitato di puntare sul segmento delle unità ultra-large da 24 mila teu e oltre, lasciando spazio a concorrenti come MSC, HMM, ONE e Hapag-Lloyd.
La gara per le dodici maxi-navi coinvolgerebbe diversi cantieri asiatici. In Corea del Sud avrebbe presentato un’offerta Hanwha Ocean, mentre HD Hyundai e Samsung Heavy Industries avrebbero rinunciato a competere ritenendo le dimensioni eccessive per i propri bacini. In Cina sono indicati tra i partecipanti alla gara Hudong-Zhonghua Shipbuilding e Panjin Dajin Offshore Engineering.
Parallelamente Maersk è nelle fasi finali delle trattative con Hengli Heavy Industry per 12 portacontainer dual fuel da 19 mila teu, con opzioni per altre 12 unità. Il valore stimato sarebbe nell’ordine dei 200 milioni di dollari per nave. La consegna della serie è prevista tra la fine del 2029 e il 2030.
A queste si aggiungono sei navi da 18.600 teu che Maersk avrebbe già assegnato a New Times Shipbuilding in Cina. Il cantiere arriverà così a costruire per il gruppo danese 14 unità di questa classe: le prime otto erano state ordinate a febbraio e dovrebbero essere consegnate tra il 2029 e il 2030.
La dimensione dell’operazione va letta alla luce dei conti del gruppo. Nel primo semestre del 2026 Maersk ha registrato 3,47 miliardi di dollari di utile ante imposte, con oltre 9 miliardi di cash flow operativo. A fine giugno la liquidità, fra cassa e depositi, ammontava a 18,5 miliardi di dollari. La società ha inoltre alzato la previsione sull’Ebitda 2026 a 10,5-12,5 miliardi di dollari, contro gli 8-10 miliardi indicati in precedenza.
Il nuovo programma si aggiungerebbe a un portafoglio ordini già composto da 22 navi container dual fuel, fra 9 mila e 17 mila teu, in consegna entro il 2030.
La scelta segna anche un ritorno simbolico alle grandi navi. Vent’anni fa Maersk entrava nell’era delle maxi-portacontainer con la Emma Maersk, da 13 mila teu, allora la più grande nave portacontainer mai costruita. Oggi il gruppo danese si prepara, se le indiscrezioni saranno confermate, a superare nettamente quella soglia.
Maersk non ha commentato, definendo le informazioni circolate sul mercato «rumours and speculation». La campagna, però, potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di ordini per le portacontainer giganti, con anche CMA CGM, HMM e ONE indicati fra i liner che stanno valutando nuovi investimenti.