Il mercato mondiale dei noli container continua a rallentare. Il World Container Index (WCI) di Drewry, che monitora le tariffe sulle otto principali rotte marittime da e per Asia, Europa e Stati Uniti, è sceso dell’1%, portandosi a 4.434 dollari per container da 40 piedi.
La pressione maggiore continua a concentrarsi sulle rotte tra Asia ed Europa. Il nolo sulla direttrice Shanghai-Genova è diminuito del 3%, a 3.702 dollari, mentre quello sulla rotta Shanghai-Rotterdam ha perso il 2%, fermandosi a 3.399 dollari.
Per entrambe le principali direttrici europee si tratta della dodicesima settimana consecutiva di ribassi. Un andamento che segnala una domanda meno sostenuta rispetto alla capacità disponibile e che sta progressivamente modificando gli equilibri del mercato.
Più capacità con il ritorno di Suez
A incidere sui prezzi è anche la maggiore disponibilità di stiva determinata dal progressivo aumento dei traffici attraverso il Canale di Suez. Il ritorno su questa rotta di una parte crescente dei servizi tra Asia ed Europa accresce la capacità effettiva e contribuisce a esercitare ulteriore pressione sui noli. Anche il numero dei blank sailing è in diminuzione. Per la prossima settimana Drewry segnala cinque partenze cancellate, contro le sei della settimana precedente. Una variazione che indica una capacità leggermente superiore rispetto alle settimane passate.
I vettori stanno però preparando una possibile reazione. Dopo la Golden Week cinese, le compagnie potrebbero tentare di aumentare le tariffe FAK (Freight All Kinds) nella seconda metà di ottobre. L’effettiva riuscita degli aumenti resta tuttavia incerta, soprattutto in presenza di una domanda ancora debole.
La pausa cinese pesa sui volumi
Nel breve periodo, inoltre, il calendario non favorisce una ripresa dei prezzi. La chiusura delle fabbriche cinesi durante la Golden Week ridurrà i volumi in partenza dai principali distretti industriali e dai porti asiatici. Per questo Drewry prevede un’ulteriore flessione dei noli nella prossima settimana, prima che il mercato possa eventualmente beneficiare della ripresa delle attività dopo le festività.
Più solido appare invece il quadro sulle rotte transpacifiche. La tariffa Shanghai-Los Angeles è rimasta stabile a 7.835 dollari per feu, mentre il collegamento Shanghai-New York ha registrato un aumento dell’1%, raggiungendo 10.428 dollari.
La forbice tra le diverse direttrici evidenzia così un mercato sempre più articolato: l’asse Asia-Europa è sottoposto a una pressione ribassista prolungata, mentre le rotte verso gli Stati Uniti mostrano una maggiore capacità di tenuta.
Il fattore geopolitico resta decisivo
A rendere più incerto lo scenario sono però gli sviluppi sul fronte geopolitico. Le decisioni dei vettori sulla navigazione nel Mar Rosso continuano a incidere sulla capacità e sui tempi di transito. A questo si aggiungono le conseguenze delle interruzioni nello Stretto di Hormuz, che possono alterare rapidamente i flussi marittimi e la disponibilità di navi.
Sul versante commerciale, la proroga della tregua tra Stati Uniti e Cina potrebbe invece sostenere la domanda americana una volta superata la pausa della Golden Week.
Il mercato dei container entra così nell’autunno con un equilibrio ancora fragile. Da una parte una capacità che torna progressivamente disponibile sulle rotte Asia-Europa, anche grazie alla maggiore operatività attraverso Suez; dall’altra una domanda che non sembra ancora sufficiente a sostenere i livelli dei noli. La partita delle prossime settimane si giocherà così tra volumi, capacità e geopolitica. Le compagnie proveranno a difendere i prezzi con aumenti delle tariffe dopo la Golden Week, ma la dodicesima settimana consecutiva di calo sull’asse Asia-Europa indica quanto sia difficile, almeno per ora, invertire la tendenza.