Allarme dell’intelligence, la Norvegia esclude i cinesi dal progetto del primo tunnel navale del mondo

Hanno prevalso le preoccupazioni politiche dopo il rapporto pubblicato dalla polizia sulle infiltrazioni di Pechino nel Paese

Un rendering del progetto del tunnel di Stad con l'uscita verso il Moldefjord (foto Kystverket/Multiconsult/Link Arkitektur)

Ultimo aggiornamento 3 marzo 2025 - 20:13

Genova – Due aziende cinesi sono state escluse dalla gara per la costruzione del tunnel navale di Stad, il primo tunnel marittimo al mondo che dovrà collegare due fiordi in Norvegia. Ufficialmente l’esclusione è stata motivata con la mancanza di requisiti, ma in Norvegia c’era molta preoccupazione sul fronte della sicurezza per l’eventuale ingresso cinese nel progetto di un’infrastruttura così innovativa. Recentemente gli allarmi per l’ingerenza cinese nel Paese sono aumentati, come testimonia anche un recente rapporto di polizia.

“Negli ultimi tempi – afferma il rapporto del Pst, ossia del servizio di sicurezza della polizia della Norvegia, pubblicato lo scorso 5 febbraio – soggetti cinesi hanno mostrato interesse nello sviluppo del porto di Kirkenes e nel fare di questo porto un proprio hub logistico nell’Artico. Nel frattempo, Pst ha attirato l’attenzione sulla crescente minaccia di intelligence proveniente dalla Cina e sul desiderio del partito-stato di controllare le catene di distribuzione e di stabilire un avamposto nell’Artico”.

Kirkenes è una città portuale norvegese vicina al confine con la Russia, capolinea dei battelli della compagnia Hurtigruten. Negli scorsi anni diverse aziende cinesi volevano insediarsi a Kirkenes, anche in relazione allo sviluppo del porto. Alla fine, l’allora ministro della Giustizia si fece avanti e disse che le richieste cinesi dovevano essere fermate.

Probabilmente qualcosa del genere, in maniera meno esplicita, è successo con il tunnel di Stad, un progetto dell’Amministrazione costiera norvegese che sarà lungo 1,7 chilometri, alto 50 metri e largo 36 e che servirà proprio per il passaggio dei battelli di Hurtigruten e dell’altra compagnia Kystruten.

Lo scorso 3 febbraio avevano manifestato interesse per la gara sei soggetti: la joint venture fra Skanska Norge e Vassbakk og Stol (Norvegua), l’AF Gruppen Norge (Norvegia), la joint venture tra PowerChina International Group, Sichuan Road e Bridge Corporation Ltd., Sinohydro Bureau 7, PowerChina Huadong Engineering (Cina), la Eiffage Génie Civil (Francia), la joint venture fra China Road e Bridge Corporation, Cccc Second Highway Engineering Co., Cccc Highway Consultants Co. (Cina) e la joint venture tra Acciona Construcción e Bertelsen og Garpestadì (Spagna e Norvegia). La scorsa settimana è arrivata la prima risposta: alla prequalificazione parteciperanno soltanto quattro di questi soggetti, le due joint venture cinesi sono state escluse.

“La valutazione dell’Amministrazione costiera norvegese – ha detto il responsabile del progetto per il tunnel navale, Harald Inge Johnsen – è che i due offerenti esclusi non hanno documentato sufficiente esperienza di natura pertinente e grado di difficoltà, compresi lavori di iniezione in roccia molto dura, nonché la progettazione e l’esecuzione di sistemi di protezione dall’acqua e dal gelo”.

L’esperto norvegese di politica di sicurezza, Kåre Dahl Martinsen, ha sottolineato i rischi che avrebbe comportato l’assegnazione dell’opera a aziende cinesi, citando proprio il recente rapporto di Pst. Secondo Dahl Martinsen, le aziende cinesi possono spesso presentare “offerte imbattibili”, ma poi ciò avviene tramite sussidi statali. Secondo l’esperto, quando un’opera ha un’importanza strategica per la sicurezza della Cina, non esiste alcun limite all’importo dei sussidi che le aziende statali possono ricevere; ottenere il controllo sulle infrastrutture chiave di altri paesi potrebbe rivelarsi cruciale se la situazione politica dovesse cambiare; potrebbe essere un modo per la Cina di ottenere il controllo, bloccare o disattivare l’infrastruttura.

Per quanto riguarda la realizzazione del progetto di tunnel, il prossimo 10 e 11 marzo ci sarà il prossimo incontro con i quattro offerenti scelti, mentre le offerte dovranno essere consegnate entro il primo giugno. L’obiettivo è firmare il contratto nell’autunno del 2025 e iniziare la costruzione nel 2026. L’amministrazione costiera norvegese ha stimato che la durata dei lavori sarà di circa cinque anni.