Pilota al telefono per 39 minuti, poi la collisione: un morto

Il rapporto della NTSB ricostruisce l’incidente del 19 febbraio 2024 al largo degli Stati Uniti: la bulk carrier Yangze 7 colpì e affondò il rimorchiatore Miss Peggy. Quattro marittimi furono salvati, il quinto morì

Ultimo aggiornamento 9 agosto 2026 - 18:53

Trentanove minuti al telefono durante la navigazione, fino a due minuti prima dell’impatto. È il dettaglio che emerge dall’inchiesta della National Transportation Safety Board (NTSB) sulla collisione tra la bulk carrier Yangze 7 e il rimorchiatore Miss Peggy, avvenuta il 19 febbraio 2024 al largo della costa statunitense e costata la vita a un marittimo.

Il pilota, rimasto anonimo nel rapporto, era impegnato in una telefonata personale quando la portarinfuse da 63.523 dwt, costruita nel 2014, entrò in collisione con il Miss Peggy, che affondò. Secondo gli investigatori, la chiamata durò 39 minuti e si concluse appena due minuti prima dell’impatto. Il pilota, inoltre, non si era accorto della presenza del rimorchiatore prima della collisione, avvenuta in condizioni diurne.

A bordo del Miss Peggy si trovavano cinque membri dell’equipaggio. Quattro furono soccorsi, uno dei quali riportò ferite gravi. Il quinto marittimo venne successivamente trovato morto all’interno del relitto del rimorchiatore.

Per la NTSB, la distrazione legata all’uso del telefono rappresenta un problema tutt’altro che isolato nella navigazione. L’agenzia statunitense ha rilevato che la distrazione causata dai telefoni cellulari è stata un fattore o una causa in almeno dieci incidenti marittimi tra il 2009 e il 2024. Complessivamente, questi sinistri hanno provocato tre morti e 45 feriti.

Il caso del Yangze 7 riporta così al centro il tema della distrazione sul ponte e dell’utilizzo dei dispositivi personali durante le fasi operative della navigazione. In questo caso, secondo la ricostruzione degli investigatori, il telefono ha sottratto per un periodo prolungato l’attenzione del pilota proprio mentre avrebbe dovuto mantenere la sorveglianza sul traffico circostante.

Un rischio che, in mare come in altri settori dei trasporti, può trasformare una semplice distrazione in pochi secondi in una conseguenza irreversibile.