Renaissance Partners compra De Wave. L’azienda genovese diventa tutta italiana

Il management reinveste nel gruppo e sale al 20%. Il Ceo Pompili: "Abbiamo saputo raccogliere la fiducia degli operatori"

La sede di De Wave a Genova

Ultimo aggiornamento 8 settembre 2026 - 20:23

De Wave, azienda genovese leader a livello internazionale nell’allestimento di interni navali (navi da crociera e yacht), diventa interamente italiana. E rafforza il ruolo dell’attuale management.
La maggioranza delle quote, finora detenuta dal fondo californiano Platinum Equity di Beverly Hills, dell’imprenditore statunitense Tom Gores, passerà a un altro fondo, l’italiano Renaissance Partners, che ieri ha annunciato la firma di un accordo vincolante. Allo stesso tempo, il management, guidato dal ceo Riccardo Pompili, reinvestirà nella società la quasi totalità dei proventi derivanti dalla cessione al fianco di Renaissance. Secondo i rumors, la quota detenuta dai manager salirà al 20 per cento.

L’entità dell’investimento non è stata resa pubblica. Secondo l’agenzia Reuters, non confermata però dall’azienda, si tratterebbe di una cifra di circa 400 milioni di euro (465 milioni di dollari). L’operazione è soggetta alle consuete condizioni regolamentari (autorizzazioni Antitrust e Golden Power) e il closing è atteso nel quarto trimestre del 2026. Il dato certo invece sono i ricavi annuali di De Wave, proprio 400 milioni di euro nel 2025, e il portafoglio ordini raccolto, circa due miliardi di euro. E qui sta la ratio dell’operazione. Con il sostegno finanziario di Platinum, i manager hanno fatto crescere l’azienda con oltre dieci acquisizioni negli ultimi anni che hanno portato l’organico a circa 1.400 persone nel mondo. Il passaggio a Renaissance è mirato a gestire in misura ottimale le grandi dimensioni raggiunte, con un partner che segua la società da vicino, per proseguire il percorso intrapreso e crescere ancora.

Gli advisor dell’operazione

Tom Gores, proprietario fra l’altro della squadra di basket Nba dei Detroit Pistons, aveva acquistato De Wave nel 2019 col suo equity fund. Con Platinum, erano state effettuate una serie di acquisizioni che avevano fatto crescere il gruppo genovese. Fra le principali, nel 2022, quelle di Tecnavi, Fcr Finland e Mobil-Line. Renaissance Partners è stata assistita nell’operazione di acquisto da Fineurop Soditic e Jp Morgan (nel ruolo di financial advisor), Fineurop Soditic (come debt advisor), Legance – Avvocati Associati (legal), Bain & Company e Roland Berger (commercial), PwC Italy (accounting, tax e structuring) ed Ey (Esg e Hse, per la due diligence sugli aspetti Environmental, Social, Governance e Health, Safety, Environment, ormai fondamentali nella valutazione di un’azienda). Il finanziamento sarà fornito da un gruppo di banche italiane e internazionali, tra cui Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, UniCredit, Natixis e Bper.

Tommaso De Bustis

«De Wave – ha detto Tommaso De Bustis, partner di Renaissance Partners – rappresenta una combinazione rara di leadership di mercato, elevata visibilità e resilienza, con significative opportunità di crescita. Al fianco di un management team di assoluto livello, vediamo una chiara opportunità di rafforzare ulteriormente la leadership globale del Gruppo, espandere la presenza negli yacht di grandi dimensioni e nei segmenti adiacenti e perseguire acquisizioni». La nuove proprietà ha rinnovato la fiducia al management che ha portato avanti la crescita del gruppo, facendo di De Wave un global contractor in un settore in cui invece le forniture sono spesso parcellizzate su diversi soggetti. La società grazie a acquisti mirati può agire come operatore unico, da falegnameria e vetrate alle cucine, dai bagni alla refrigerazione, dai sistemi elettrici all’It, per fare alcuni esempi. Gli stabilimenti che operano per il gruppo sono distribuiti su tutto il territorio italiano, sia in Adriatico sia sul Tirreno, in particolare nel Nord-Est e nel Nord-Ovest.

Un settore in crescita

De Bustis ha tenuto a rimarcare a Radiocor che il mercato delle crociere a cui fa riferimento De Wave è sempre cresciuto, all’incirca del 7 per cento medio annuo negli ultimi 40 anni: «Ci si aspetta cresca ancora», ha dichiarato, spiegando che i passeggeri saliranno dai 35 milioni del 2024 ai 45 milioni previsti nel 2030. Il manager ha affermato anche che i cantieri navali della società hanno orderbook molto solidi che danno visibilità sulle performance future.

Riccardo Pompili

«De Wave – ha spiegato il Ceo Riccardo Pompili – intraprende questa operazione da una posizione di grande forza: in dodici anni abbiamo costruito, partendo da tre realtà distinte, l’unico operatore pienamente integrato per gli interni navali, con 1,400 persone e la fiducia dei principali cantieri e operatori crocieristici a livello globale. In Renaissance Partners abbiamo trovato un partner che conosce il nostro settore e che condivide la nostra ambizione di rendere De Wave una piattaforma globale ancora più forte. Il nostro reinvestimento riflette la fiducia nel Gruppo e il nostro impegno per il percorso che ci attende».

New build e refit

De Wave opera in un mercato crocieristico caratterizzato da una crescita strutturale e beneficia di due aree di attività complementari: le nuove costruzioni con un portafoglio ordini superiore a 2 miliardi di euro, senza alcuna cancellazione nella storia, e il refitting, dove la crescita e il progressivo invecchiamento delle flotte, insieme ai programmi di rinnovo dei principali operatori, alimentano una domanda ricorrente e ad alto valore.

Il piano su cui lavoreranno fondo e azienda si concentrerà su un ulteriore rafforzamento della leadership globale di De Wave, l’espansione della presenza del Gruppo nel settore delle navi da crociera, nel refit di grandi yacht e nei segmenti adiacenti, il perseguimento di acquisizioni strategiche mirate (non sono da escludere «potenziali acquisizioni per completare l’offerta del gruppo», ha detto De Bustis), il miglioramento dell’eccellenza operativa e delle performance Esg e l’ulteriore sviluppo del Gruppo quale partner unico di riferimento a livello globale per l’industria degli interni navali.