Una nave italiana nella baia di Tokyo, un incontro con il governo giapponese e, fra pochi giorni, un vertice a Cipro con il governo locale, Grecia e Malta per provare a cambiare la politica europea sul Mediterraneo.
È la settimana internazionale di Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, arrivato in Giappone in occasione della sosta a Yokosuka della nave “Giovanni delle Bande Nere” (orgoglio della cantieristica made in Liguria) e impegnato anche sul fronte della revisione dell’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che coinvolge il trasporto marittimo. A Yokosuka Rixi ha incontrato il ministro dei Trasporti e del Turismo Manabu Nagai e, a bordo della nave italiana, il viceministro della Difesa giapponese, insieme all’ambasciatore italiano Gianluigi Vattani e all’ambasciatore dell’Unione europea a Tokyo. «C’è al momento una grande attenzione verso il nostro Paese sul tema infrastrutturale in particolare sulla manutenzione e sulla realizzazione di nuovi ponti», spiega Rixi. E fra i dossier che interessano il Giappone c’è anche quello del ponte sullo Stretto di Messina. Il colosso nipponico IHI è coinvolto nel progetto e il viceministro ha incontrato il presidente del gruppo Hitoshi Ide: «Nei prossimi mesi nascerà un gruppo di lavoro italo-giapponese per favorire lo scambio di competenze tecnologiche e industriali».
È uno dei segnali che il viceministro legge nella nuova attenzione internazionale verso l’Italia. E dentro questo scenario inserisce anche il bilancio del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
«Il governo, a dispetto di ciò che ha sempre sostenuto l’opposizione, ha centrato gli obiettivi Pnrr e oggi si appresta ad andare oltre, cercando di attirare investimenti e condividendo obiettivi strategici con i partner internazionali».
Un patto che, secondo Rixi, ha avuto una conferma anche a Tokyo: «Non a caso la premier giapponese Sanae Takaichi è stata la prima a mandare un messaggio al premier italiano».
Il fronte mediterraneo
Il dossier infrastrutturale, però, è soltanto uno dei capitoli. L’altro è quello europeo, con il Mediterraneo che Roma vuole riportare al centro dell’agenda. Il 9 settembre Rixi sarà a Cipro per un incontro con Grecia e Malta. Al centro ci sarà ancora una volta l’Ets e la revisione delle regole europee sulle emissioni del trasporto marittimo. «A Cipro noi vogliamo creare una politica Ue capace di diventare determinante sul Mediterraneo, rimettendo il nostro mare al centro degli obiettivi europei», dice il viceministro. «L’Italia in questo deve essere di guida e supporto alle altre nazioni per cambiare una politica europea che è stata per troppo tempo dominata dalla politica nord europea». Il vertice di Cipro diventa quindi il primo passaggio di una strategia che punta a costruire un fronte fra i Paesi mediterranei. «Vogliamo arrivare a una posizione comune», è il senso della missione, per modificare una politica europea che, nella valutazione italiana, non tiene abbastanza conto del peso del Mediterraneo nei traffici e nella logistica continentale: «Vogliamo creare una politica Ue capace di diventare determinante sul Mediterraneo». Con l’Italia che, nelle intenzioni di Rixi, dovrà «essere di guida e supporto alle altre nazioni» per riportare il baricentro delle politiche europee anche verso Sud.
Il Pnrr
Mentre prepara il confronto europeo, il Mit mette sul tavolo anche i numeri del Pnrr per porti e logistica. Sono tre le grandi linee di investimento gestite dal ministero: elettrificazione delle banchine, infrastrutture nelle Zes e digitalizzazione della catena logistica. «Per tutte e tre le misure i risultati conseguiti evidenziano il superamento del target previsto dal Pnrr». Sul cold ironing sono stati stanziati 400 milioni di euro e finanziati 23 interventi in 18 porti, per una potenza installata superiore a 220 megawatt. «Il target prevedeva almeno 15 interventi in almeno dieci porti. Sono stati conclusi 22 interventi in 17 porti». Alle Autorità di Sistema portuale sono stati assegnati complessivamente 317,6 milioni, di cui 195 milioni destinati a nuovi progetti. «L’obiettivo è consentire alle navi all’ormeggio di ridurre l’utilizzo dei motori di bordo, contribuendo alla diminuzione delle emissioni nelle aree portuali», spiega Rixi. Il secondo grande capitolo è quello delle Zes, dove sono stati stanziati 888,8 milioni di euro e gli interventi finanziati sono 52 «e il Pnrr prevedeva il completamento di almeno 46 interventi». Terzo pilastro è la digitalizzazione, con 176 milioni di euro. «Il target è stato raggiunto con lo sviluppo dei Port Community Systems compatibili con la Pln in tutte e 16 le Authority».
Rixi vuole partire dall’utilizzo del Pnrr come base per una nuova fase di investimenti. «Il governo ha centrato gli obiettivi Pnrr e oggi si appresta ad andare oltre cercando di attirare investimenti e condividendo obiettivi strategici con i partner internazionali».
Il Giappone, in questo senso, è uno dei partner con cui l’Italia vuole intensificare il confronto. «Sulla cantieristica e sulle tecnologie navali le nostre industrie già dialogano. Sulla portualità e sulla logistica abbiamo molto da imparare l’uno dall’altro sull’automazione, sulla sicurezza, sulla transizione energetica dei porti». Rixi ha inoltre invitato in Italia il viceministro della Difesa giapponese incontrato a Yokosuka. Un altro tassello di una missione che mette insieme infrastrutture, industria e sicurezza delle rotte.