La Corea del Sud studia il ritorno al trasporto container via Artico dopo oltre un decennio di assenza lungo la Northern Sea Route. Nel 2026 è previsto l’avvio di test pilota per rilanciare il percorso, che era stato sospeso per difficoltà operative e instabilità geopolitica. La nuova strategia punta a ridurre tempi e costi delle rotte commerciali tra Asia ed Europa, sfidando l’egemonia dei collegamenti tradizionali attraverso il Canale di Suez.
La portualità meridionale gioca un ruolo centrale: Busan, che ha già avviato un gruppo di lavoro dedicato alle strategie artiche, si prepara a diventare hub di riferimento. Il governo ha annunciato il trasferimento del Ministero dei Mari proprio a Busan, a conferma di un progetto che intreccia politica, economia e logistica, con l’obiettivo di consolidare la posizione del Paese nella transizione verso le rotte polari.
Le radici di questa ambizione affondano nella leadership tecnologica che Seoul vanta nel settore navale. Cantieri come Hanwha Ocean e Samsung Heavy hanno realizzato decine di navi ‘ice class’, tra cui le Arc-7 impiegate nei progetti artici di gas naturale liquefatto, capaci di navigare autonomamente in acque dense di ghiaccio. Dal 2013 la Corea del Sud ha anche il ruolo osservatore permanente nel Consiglio Artico e, nel 2021, ha approvato la Polar Activities Promotion Act, quadro legislativo pensato per sostenere le attività polari.
Gli analisti stimano che la Northern Sea Route ridurrebbe di migliaia di miglia nautiche le distanze tra Asia ed Europa. Restano però ostacoli significativi: costi operativi elevati, infrastrutture portuali limitate, controllo russo delle acque e condizioni ambientali estreme. La mossa rafforza le capacità industriali e diplomatiche di Seoul nel contesto globale. Mentre Russia, Cina e altri attori consolidano la loro influenza nell’Artico, la Corea del Sud punta a ritagliarsi uno spazio attraverso investimenti, tecnologia e un posizionamento strategico delle proprie infrastrutture portuali. Busan si candida a essere il collegamento tra una logistica globale in rapido cambiamento e il nuovo corso del commercio dettato dal progressivo ritiro dei ghiacci.