La rotta marittima artica non funziona ancora, anche se continua a interessare agli operatori. Parola di sudcoreani. In un’audizione organizzata da Korea Ocean Business Corporation al parlamento di Seul, i rappresentanti delle compagnie marittime coreane Pan Ocean e Hmm hanno elencato i motivi che le tengono lontane da quelle acque: motivi politico-diplomatici, in primo luogo, ma anche carenza di infrastrutture, limiti stagionali, rischi ambientali, volontà dei clienti. Una posizione ribadita nonostante l’attuale difficoltà a passare dal Mar Rosso, che ha ulteriormente allungato i viaggi passando da Sud.
Pan Ocean ha mandato le ultime navi nel 2016. Allora partecipava al progetto Jamal, la costruzione del primo impianto per la liquefazione del Gnl realizzato in area artica. Successivamente sono intervenute le sanzioni contro la Russia, ma non soltanto. Lee Myeong-wook, direttore Project sales di Pan Ocean, ha citato fra gli ostacoli anche motivi economici e ambientali, secondo quanto riporta la stampa coreana.
“Il trasporto a lungo termine – ha detto Lee durante l’audizione – è impossibile a causa della concorrenza sui noli e delle restrizioni sui periodi di transito, mentre dovrebbe essere considerata con più attenzione l’accuratezza delle informazioni sul ghiaccio e sulle condizioni meteorologiche”. Ha poi citato il rischio di incidenti gravi dovuti a fuoriuscite di carburante e “il rispetto di diverse normative, e dovrebbero essere adottate misure per minimizzare i costi a causa dell’aumento dei prezzi delle navi adatte alla navigazione artica e dei costi operativi, della carenza di equipaggi e dei sistemi di soccorso navali, dell’aumento dei premi assicurativi e degli eccessivi costi delle rompighiaccio”.
Ha inoltre sottolineato che “poiché la maggior parte delle acque si trova all’interno delle acque territoriali o della Zee (Zona economica esclusiva) della Russia, sussistono rischi politici e diplomatici” e che “è necessaria anche l’espansione di porti e infrastrutture”. In conclusione, “un modello di business vantaggioso per entrambi, sia per i proprietari del carico sia per le compagnie di navigazione dovrebbe essere la massima priorità, ed è urgente risolvere i rischi politici, diplomatici e geopolitici, oltre a stabilire misure di ottimizzazione dei costi per massimizzare la fattibilità economica”.
Per Hmm fra i problemi ci sono la breve finestra temporale in cui la rotta è utilizzabile (fra luglio e ottobre) e il limite massimo di 4.000 teu di capacità per le portacontainer. Ma c’è anche una pressione di grandi clienti come Nike a evitare la rotta per motivi ambientali e politici. Sono diverse le iniziative internazionali a favore della protezione dell’ambiente artico. Nel 2019 è stata lanciata la Arctic Shipping Corporate Pledge a cui aderiscono la stessa Nike, Puma, H&M, Ralph Lauren assieme a Msc, Cma Cgm, Hapag Lloyd, Evergreen e Dhl, fra gli altri.