Samsung chiede 186 milioni a CMA CGM per i costi dei container durante la crisi Covid

La denuncia alla Federal Maritime Commission riguarda oltre 121mila addebiti tra demurrage, detention e costi ferroviari. Samsung accusa il vettore francese di aver interrotto o modificato migliaia di consegne inland già pagate.

Ultimo aggiornamento 7 settembre 2026 - 16:26

Almeno 186 milioni di dollari. È la somma che Samsung Electronics America chiede a CMA CGM davanti alla Federal Maritime Commission (FMC), in una delle più rilevanti controversie emerse finora sui costi della crisi dei container durante la pandemia. Al centro della disputa ci sono le spedizioni «store-door» negli Stati Uniti, per le quali Samsung sostiene di aver pagato al vettore francese anche il trasporto inland fino alla destinazione finale.

Secondo la denuncia, formalmente notificata a CMA CGM il primo settembre, il vettore avrebbe però ripetutamente interrotto o modificato alcune di queste movimentazioni una volta che i container erano arrivati nei terminal marittimi o ferroviari americani. Le spedizioni sarebbero state in alcuni casi trasformate in movimenti «container yard», lasciando Samsung con l’onere di organizzare il trasporto dell’ultimo tratto e di farsi carico dei costi accumulati.

La contestazione riguarda oltre 121mila singoli addebiti: più di 26mila voci di demurrage e oltre 94mila relative a detention, oltre a costi di stoccaggio ferroviario e altre tariffe. Samsung sostiene che queste somme siano state applicate in modo normale e ricorrente.

Uno degli episodi citati nella denuncia riguarda un container spedito nell’agosto 2021 da Busan a The Colony, in Texas, via Long Beach. Dopo l’arrivo in California, Samsung sostiene che CMA CGM abbia modificato la modalità di trasporto, trasferendo a Samsung la responsabilità della consegna inland. Il container avrebbe così accumulato 162.799 dollari di costi di stoccaggio ferroviario.

Ancora più pesante un altro caso che coinvolge diversi container bloccati dalla carenza di chassis in un terminal ferroviario inland. Secondo Samsung, gli addebiti hanno raggiunto complessivamente 3,75 milioni di dollari. L’azienda sostiene inoltre che CMA CGM le abbia imposto di pagare direttamente i costi alla società ferroviaria prima di poter ottenere la disponibilità dei container, nonostante Samsung non avesse alcun rapporto contrattuale con la ferrovia.

La disputa coinvolge anche il tema dei cosiddetti cargo e credit hold. Nell’aprile 2022, Samsung afferma che 40 container nei terminal di New York e New Jersey furono bloccati a causa di un addebito contestato da 590mila dollari relativo a una società collegata a CMA CGM in Messico.

La richiesta economica è già molto consistente, ma potrebbe crescere. Samsung quantifica in 148 milioni di dollari i costi che ritiene illegittimamente addebitati tra demurrage, detention, stoccaggio ferroviario e altre voci. A questi aggiunge almeno 8,1 milioni di dollari sostenuti per assumere direttamente il controllo delle operazioni inland e limitare i danni, oltre a 30 milioni di dollari di interessi maturati prima della causa. Restano inoltre da quantificare eventuali perdite di ricavi, costi del personale e spese legali.

La denuncia arriva dopo mesi di tentativi di composizione. Samsung aveva inviato a CMA CGM una richiesta formale nel luglio 2024 e successivamente le due società avevano raggiunto un accordo per sospendere i termini della controversia mentre proseguivano le trattative. Gli incontri sono continuati nel 2025 e nel 2026, senza però arrivare, secondo Samsung, a un rimborso o a un accordo complessivo.

Per Samsung non è comunque il primo scontro con un vettore davanti alla FMC sui costi maturati durante la crisi della supply chain. A maggio la società aveva avviato un procedimento contro Wan Hai Lines per oltre 1,2 milioni di dollari di detention, demurrage e altri costi legati a spedizioni store-door. Sono inoltre in corso procedimenti che coinvolgono COSCO, HMM e OOCL.

Lo scorso anno un giudice amministrativo della FMC aveva già riconosciuto a Samsung 3,68 milioni di dollari in una controversia contro ZIM, ritenendo irragionevoli alcune pratiche relative ai cargo hold. La decisione è ancora al vaglio della Commissione, con il termine per il pronunciamento definitivo fissato al 20 ottobre.

Anche CMA CGM è già finita sotto esame per le proprie pratiche di fatturazione. Nel 2024 il gruppo ha pagato 1,975 milioni di dollari nell’ambito di un accordo con la FMC relativo ad accuse sull’utilizzo di una definizione troppo ampia di «merchant» per richiedere pagamenti a soggetti che, secondo l’autorità, non avrebbero dovuto essere fatturati. Il vettore non ha ammesso violazioni nell’ambito dell’accordo.

Il caso Samsung si inserisce in un irrigidimento della posizione americana su detention e demurrage dopo gli anni più difficili della crisi logistica. Il principio centrale della FMC è che queste tariffe devono servire a incentivare il rapido ritiro delle merci e la restituzione dei container. A luglio una corte d’appello statunitense ha confermato l’applicazione di questo principio in un caso riguardante Evergreen, ritenendo irragionevoli alcuni addebiti di detention quando la restituzione dell’equipment non era concretamente possibile.

Ora la controversia Samsung-CMA CGM passa davanti ai giudici amministrativi della FMC. Il vettore ha 25 giorni dalla notifica del primo settembre per rispondere. La prima decisione è attesa entro il primo settembre 2027, mentre il pronunciamento definitivo della Commissione è previsto entro il 15 marzo 2028.