Sisto (Confitarma): “Mari aperti e porti competitivi”

“Oggi il 60% dell’interscambio commerciale italiano avviene via mare e siamo leader in Europa nello short sea shipping. Nonostante il trasporto marittimo costituisca la maggior parte del tragitto compiuto dalla merce, per raggiungere la destinazione finale questa deve essere smistata nei porti attraverso altri mezzi, come treni o camion”

Luca Sisto

Ultimo aggiornamento 29 gennaio 2025 - 13:56

Un mondo di cui è difficile capire la trasformazione, gli effetti dei conflitti sui commerci, l’impatto delle nuove tecnologie fra opportunità di business e gli appetiti delle nuove criminalità. E un’Italia che cerca una propria strada. In tutto questo quale ruolo gioca il mondo marittimo? Ne parliamo con il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto.

Quanto incidono le tensioni geopolitiche sul trasporto merci via mare e quali sono le implicazioni per il commercio globale?

“Le tensioni geopolitiche hanno un impatto diretto sul trasporto marittimo. Ad esempio, il conflitto russo-ucraino ha reso il Mar Nero una zona ad alto rischio, mentre nel Mar Rosso o nelle acque adiacenti a Israele e Libano le crisi stanno rendendo sempre più complesse le rotte commerciali. Tuttavia, il problema più insidioso è rappresentato dalle politiche protezionistiche e dai dazi, che possono frenare il commercio globale. Senza dimenticare che a seguito delle sanzioni imposte alla Federazione Russa dai Paesi occidentali, l’Europa, ed in particolare l’Italia, ha iniziato ad approvvigionarsi di prodotti energetici da Paesi più lontani. Emergono, inoltre, preoccupazioni per l’aumento di navi della così detta “dark fleet”, a servizio di traffici sanzionati, sulle quali non è garantita la salute e la sicurezza dei lavoratori marittimi e il rispetto delle normative internazionali ambientali. Il trasporto marittimo è la spina dorsale del commercio internazionale: senza di esso, metà del mondo soffrirebbe la fame e l’altra metà il freddo. Per questo motivo, il nostro settore sostiene con forza il principio dei mari aperti, dove la navigazione è libera e pacifica e auspica soluzioni diplomatiche per garantire la continuità degli scambi”.

Qual è l’importanza dell’intermodalità per il futuro del trasporto marittimo italiano?

“L’intermodalità è un elemento chiave per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto marittimo. Oggi, il 60% dell’interscambio commerciale italiano avviene via mare e siamo leader in Europa nello short sea shipping. Nonostante il trasporto marittimo costituisca la maggior parte del tragitto compiuto dalla merce, per raggiungere la destinazione finale questa deve essere smistata nei porti attraverso altri mezzi, come treni o camion. La portualità è quindi un elemento strategico. Serve una governance più efficace per rendere i nostri porti competitivi e ben collegati alle reti di trasporto terrestri. Inoltre, strumenti come il sea modal shift, che premia l’autotrasportatore che utilizza la nave anziché il tutto-strada, devono essere rafforzati. L’intermodalità è la chiave per rendere l’intera filiera logistica più fluida ed efficiente”.

Confitarma ha lanciato un appello al Parlamento e al Governo riguardo al decreto-legge Milleproroghe. Qual è la richiesta e perché è così urgente?

“Confitarma ha chiesto al Parlamento e al Governo di ripristinare la norma introdotta dall’articolo 103-bis del decreto-legge n. 18/2020, che aveva semplificato le procedure di stipula dei contratti di arruolamento per i lavoratori marittimi. La mancata proroga di questa norma ha riportato in vigore le procedure burocratiche precedenti al 2020, causando disagi operativi significativi per i lavoratori, le imprese armatoriali e le Capitanerie di porto. Questa situazione determina lunghe attese presso le Capitanerie, rallentando le operazioni e creando inefficienze nel sistema. È fondamentale intervenire rapidamente durante il processo di conversione del decreto Milleproroghe per eliminare questi ostacoli e, dunque, ringraziamo le forze parlamentari che si stanno adoperando nella presentazione del relativo emendamento. L’importante semplificazione introdotta nel 2020 ha rappresentato un passo in avanti per il settore, ottenendo il consenso unanime dell’intero cluster marittimo. Nel corso del 2025, sarà inoltre prioritario lavorare su una riforma del Codice della Navigazione, non solo per rendere strutturale questa semplificazione, ma anche per migliorare ulteriormente l’efficienza e la competitività del settore marittimo, settore strategico per l’economia nazionale. Un intervento tempestivo è quindi indispensabile”.

Quanto è importante parlare oggi di cybersecurity nel settore marittimo e quali sono le azioni prioritarie per garantire la sicurezza digitale delle flotte?

“La cybersecurity è oggi una priorità strategica per l’intero settore marittimo, considerando l’aumento delle minacce cibernetiche legate all’adozione di tecnologie innovative a bordo delle navi. La sicurezza della navigazione è essenziale per la competitività dell’industria marittima. Questo richiede un approccio puntuale e integrato che coinvolga sia gli armatori sia le istituzioni. In particolare, la Direttiva NIS2, entrata in vigore a ottobre 2024, stabilisce nuovi obblighi per le compagnie di navigazione definite come medie imprese a livello europeo, e l’Italia dovrà adeguarsi entro aprile 2025. Parallelamente, i requisiti Iacs Ur E26 ed E27, obbligatori per le nuove costruzioni contrattualizzate dal 1° luglio 2024, richiedono che i design delle navi incorporino fin dalla fase progettuale misure di resilienza cibernetica. Gli armatori hanno già avviato investimenti in infrastrutture It sicure e implementato procedure specifiche per gestire i rischi informatici nei Safety Management System, in conformità con l’Ism Code dell’Imo. Tuttavia sono necessari interventi legislativi mirati e fondi pubblici, anche tramite il Pnrr, per supportare la formazione del personale sia a bordo sia a terra. Il settore deve affrontare una duplice sfida: mitigare i rischi derivanti dall’integrazione di tecnologie avanzate e garantire la conformità alle normative emergenti. Un approccio proattivo alla cybersecurity non solo salvaguarda le flotte ma assicura anche un futuro digitale resiliente e competitivo per l’industria marittima italiana”.