Taranto, i marittimi della Corona Boreale non firmano lo sbarco

L'avvocato dei marittimi chiede chiarimenti ufficiali sull'effettivo avvio del disarmo, sulle condizioni di sicurezza della nave, sulle modalità e il numero minimo di personale per il servizio di guardia

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Taranto – L’avvocato Fabio Altese, in rappresentanza di cinque marittimi imbarcati sulla motonave Corona Boreale della flotta ex Ilva Servizi Marittimi, oggi Acciaierie d’Italia Servizi Marittimi in As, attualmente ormeggiata nel porto di Taranto, ha inviato una lettera a tutte le autorità competenti chiedendo la sospensione immediata della procedura di disarmo e dello sbarco del personale, previsto informalmente a partire dal 5 agosto. “I miei assistiti – scrive il legale – hanno appreso da alcuni dirigenti dell’Adi Servizi Marittimi in As che in tale data sarebbe stato avviato il disarmo temporaneo dell’unità navale, con conseguente sbarco dell’equipaggio”. L’avvocato Altese contesta le modalità e i tempi di preavviso, definiti “oltremodo brevi”, e sottolinea come già il precedente tentativo di disarmo, previsto per il 5 maggio, non fosse stato formalizzato, come confermato in una nota della Capitaneria di Porto del 6 maggio scorso. Nella lettera si ricorda che il Rina aveva attestato che la nave risultava “sicura dal punto di vista della galleggiabilità” e “strutturalmente idonea” alla sosta in porto. Tuttavia, secondo Altese, non risulta che le condizioni siano mutate, né che siano stati rispettati i requisiti per il servizio di guardiana. Quest’ultimo – evidenzia – dovrebbe essere svolto da personale imbarcato in regime di comandata, con regolare contratto e inquadramento previsto dal Ccnl marittimi. “I dirigenti Adi – si legge – parlano ora di una comandata atipica, priva di contratto di arruolamento, sostituita da una generica lettera di incarico. Ciò è inaccettabile”.
L’avvocato chiede quindi chiarimenti ufficiali sull’effettivo avvio del disarmo, sulle condizioni di sicurezza della
nave, sulle modalità e il numero minimo di personale per il servizio di guardia, e sulla legittimità dell’Adi a disporre il disarmo. Conclude: “Fino a che non sarà fatta chiarezza, i marittimi da me assistiti non firmeranno lo sbarco”