Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato mercoledì nuove sanzioni contro oltre 115 individui, entità e navi legati all’Iran, lanciando un segnale chiaro: l’amministrazione Trump intende rafforzare la sua campagna di “massima pressione” dopo i bombardamenti sui principali siti nucleari iraniani avvenuti a giugno.
Le misure colpiscono in particolare gli interessi marittimi di Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, consigliere della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Secondo il Tesoro statunitense, si tratta dell’azione più rilevante contro l’Iran dai tempi della prima amministrazione Trump nel 2018.
Shamkhani, secondo quanto riportato, gestisce una vasta rete di navi portacontainer e petroliere attraverso un intricato sistema di intermediari, usato per vendere petrolio e altri beni iraniani e russi in tutto il mondo.
Il Tesoro accusa Shamkhani di aver sfruttato contatti personali e corruzione a Teheran per generare profitti per decine di miliardi di dollari, molti dei quali utilizzati per sostenere il regime iraniano.
Complessivamente, le nuove sanzioni colpiscono 15 società di navigazione, 52 navi, 12 individui e 53 entità coinvolte nell’elusione delle sanzioni in 17 paesi, tra cui Panama, Italia e Hong Kong.
Un funzionario statunitense ha affermato che le nuove misure renderanno “molto più difficile” per l’Iran vendere il proprio petrolio, pur precisando che non ci si aspetta un impatto prolungato sui mercati petroliferi globali. Secondo le stime, le esportazioni iraniane sono già scese da 1,8 a circa 1,2 milioni di barili al giorno da inizio anno, a seguito di precedenti ondate di sanzioni.
“Stiamo valutando ulteriori misure per ridurre ulteriormente quel numero”, ha aggiunto il funzionario, ricordando che, durante il primo mandato di Trump, la pressione delle sanzioni aveva ridotto le esportazioni iraniane a poche centinaia di migliaia di barili al giorno.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha definito le sanzioni “un chiaro esempio dell’ostilità americana verso il popolo iraniano”, secondo quanto riportato dall’agenzia Student News Network. Baghaei ha inoltre definito le misure contro il settore petrolifero “un atto malvagio volto a danneggiare lo sviluppo economico dell’Iran e il benessere del suo popolo”.
La Cina resta il principale acquirente del petrolio iraniano.
L’Unione Europea aveva già sanzionato Mohammad Hossein Shamkhani a inizio luglio, citando il suo ruolo nel commercio di petrolio con la Russia.
Un altro funzionario statunitense ha sottolineato che le sanzioni avranno effetto sia sull’Iran che sulla Russia, pur precisando che l’azione è mirata soprattutto a Teheran. “Visti i collegamenti di questo individuo, il suo legame con la Guida Suprema e le precedenti attività sanzionate del padre, è fondamentale chiarire che si tratta di un’azione significativa e ad alto impatto contro l’Iran”, ha spiegato.
Ali Shamkhani, padre di Mohammad Hossein, era stato sanzionato dagli Stati Uniti già nel 2020.
L’annuncio arriva in un contesto in cui le prospettive di ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran restano remote, dopo i bombardamenti statunitensi sui siti nucleari iraniani avvenuti lo scorso mese.
Lunedì, Trump ha minacciato nuovi attacchi qualora Teheran tentasse di riattivare le installazioni colpite, aggiungendo che l’Iran starebbe inviando “segnali ostili” e che qualsiasi tentativo di rilanciare il programma nucleare sarebbe immediatamente stroncato.
Prima dei raid di giugno, gli Stati Uniti avevano condotto cinque tornate di colloqui con l’Iran. Trump ha descritto gli attacchi come un’azione che ha “annientato” un programma che Washington e Israele ritengono finalizzato alla produzione di un’arma nucleare.
Alcuni esperti hanno però sollevato dubbi sull’entità dei danni inflitti. L’Iran continua a negare di voler sviluppare armi nucleari.
Un alto funzionario della Casa Bianca ha dichiarato la scorsa settimana che Washington è ancora aperta al dialogo diretto con Teheran, ma diplomatici europei e iraniani ritengono improbabile un ritorno dell’Iran al tavolo negoziale in tempi brevi.