Le forze speciali turche hanno ripreso il controllo della nave Lutuf, sequestrata da pirati somali nell’Oceano Indiano, in un’operazione condotta al largo della Somalia. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa di Ankara, nel blitz sono stati uccisi 14 pirati. L’intervento è stato condotto da commando turchi operanti da una fregata, con il coordinamento delle autorità somale.
La nave, battente bandiera del Camerun, era stata assalita il 17 agosto, a circa 4,5 miglia nautiche a sud di Maraya, sulla costa meridionale della Somalia. Almeno otto uomini armati erano saliti a bordo prendendo il controllo dell’unità, che trasportava rifornimenti destinati alla base militare turca di TURKSOM, a Mogadiscio.
Per dieci giorni la Marina turca e le forze somale hanno seguito da vicino la situazione, mentre i pirati tenevano sotto controllo la nave e l’equipaggio. Ankara ha riferito di aver respinto le richieste di riscatto. Fonti dei media locali, non confermate ufficialmente, hanno indicato una richiesta iniziale di 10 milioni di dollari, successivamente ridotta a circa due milioni.
Nei giorni precedenti al blitz si erano verificati diversi scontri. Secondo ricostruzioni della stampa, tra quattro e sei pirati erano stati uccisi quando avevano lasciato la nave a bordo di una piccola imbarcazione per procurarsi rifornimenti. Successivamente, il Lutuf sarebbe stato sottoposto a un rigido isolamento da parte degli assalitori.
A bordo si trovavano dieci membri dell’equipaggio: sei cittadini indiani, un turco e un georgiano, oltre a due guardie di sicurezza serbe. Dopo l’intervento, le autorità somale hanno comunicato che le forze impegnate nell’operazione avevano assunto il pieno controllo della nave, che ha potuto riprendere la navigazione in sicurezza.
Il ritorno della pirateria al largo del Corno d’Africa alimenta intanto nuove preoccupazioni per la sicurezza di una delle principali rotte marittime internazionali, tra Mar Rosso, Golfo di Aden e Oceano Indiano. Dall’inizio dell’anno, secondo un rapporto citato dalla stampa specializzata, sono stati 15 gli episodi tra sequestri e attacchi attribuiti ai pirati.
Almeno altre quattro navi, sequestrate dai pirati somali dall’aprile scorso, risulterebbero ancora sotto il loro controllo. Egitto e Pakistan stanno facendo pressione per una soluzione diplomatica che consenta la liberazione degli equipaggi, anche perché in alcuni casi si tratta di petroliere e un’operazione militare potrebbe comportare rischi elevati per gli ostaggi.
Il blitz sul Lutuf conferma inoltre il crescente coinvolgimento della Turchia nella sicurezza marittima della regione e nella protezione dei propri interessi in Somalia, che comprendono gli ambiti militare, energetico, infrastrutturale e marittimo. Ankara ha rafforzato la presenza navale nel Corno d’Africa con le fregate TCG Kemalreis e TCG Yzb, impegnate nel contrasto alla pirateria e nella protezione dei traffici lungo le rotte strategiche che collegano il Mediterraneo all’Oceano Indiano.
La nuova ondata di attacchi viene collegata dagli analisti anche all’instabilità regionale e all’aumento del costo del petrolio. Tra le ipotesi avanzate figura inoltre un possibile sostegno diretto o indiretto degli Houthi, nello Yemen, ai gruppi di pirati somali, uno scenario che potrebbe accrescere ulteriormente i rischi per il traffico commerciale internazionale.