Abu Dhabi alza l’asticella nella riparazione e manutenzione navale. Il porto di Zayed ha accolto il più grande bacino galleggiante degli Emirati Arabi Uniti, un’infrastruttura destinata ad ampliare la capacità del Paese di gestire interventi su navi commerciali di maggiori dimensioni e unità offshore.
A installarlo è stata SAFEEN Drydocks, società del gruppo Noatum Maritime specializzata nella costruzione e nella riparazione navale. Il nuovo floating dock misura 230 metri di lunghezza e dispone di una capacità di sollevamento di 21 mila tonnellate. L’infrastruttura si affianca a circa un chilometro di banchina, aumentando la flessibilità operativa del cantiere.
L’obiettivo è ampliare sia le dimensioni sia la tipologia delle unità che possono essere prese in carico, garantendo maggiore capacità nella programmazione degli interventi di riparazione, manutenzione e refitting. Il nuovo bacino potrà inoltre essere utilizzato per le esigenze della flotta deepsea dello stesso Noatum Maritime.
SAFEEN Drydocks opera su oltre 170 mila metri quadrati di aree cantieristiche distribuite tra Zayed Port e Khalifa Port. La società è una joint venture tra AD Ports Group e Premier Marine Engineering Services.
L’investimento si inserisce in una strategia di crescita che negli ultimi mesi ha portato SAFEEN Drydocks anche oltre i confini degli Emirati. All’inizio dell’anno la società ha infatti acquisito il cantiere navale spagnolo Balenciaga Shipyard, rafforzando la propria presenza nel mercato europeo della costruzione e della manutenzione navale.
Il nuovo bacino di Zayed Port rappresenta così un ulteriore tassello nel disegno di Abu Dhabi di consolidare il proprio ruolo come hub marittimo e industriale regionale, puntando non soltanto sulla movimentazione delle merci ma anche sui servizi ad alto valore aggiunto legati alla flotta commerciale e al settore offshore.