Bandiere colorate issate dal sartiame alla chiglia e i vessilli di tutte le nazioni a celebrare una svolta epocale per il commercio mondiale. Era il 15 agosto 1914 quando il piroscafo Ancon, una nave da carico e passeggeri di 10.000 tonnellate di stazza, inaugurava ufficialmente il transito di una grande unità oceanica attraverso il Canale di Panama. Partito all’alba da Cristobal, il bastimento comandato dal capitano G.E. Sukeforth e pilotato dall’esperto John Constantine entrava nelle chiuse di Gatun sul versante atlantico alle nove in punto, dando inizio a una delle più grandi e ambiziose imprese ingegneristiche della storia moderna. A bordo della nave, oltre a un equipaggio composto da 74 uomini, vi erano personalità di assoluto primo piano: il governatore e colonnello George W. Goethals, che di lì a poche ore avrebbe inviato un dettagliato rapporto ufficiale al dipartimento della Guerra a Washington, il presidente della Repubblica di Panama Belisario Porras accompagnato dai membri del suo gabinetto, oltre a numerosi funzionari locali e corrispondenti della stampa. Per gli illustri ospiti fu servito un ricco pranzo a buffet, rigorosamente senza vino dal momento che l’intera zona del canale era stata dichiarata un territorio “asciutto”, ovvero sottoposto a rigidi divieti sulla circolazione di alcolici. La navigazione procedette con precisione millimetrica nonostante le difficoltà tecniche del tracciato, come il celebre passaggio della frana di Cucaracha nel taglio di Culebra, affrontato poco prima di mezzogiorno. Mentre nei canali più ampi e profondi del lago Gatun era consentita una velocità massima di 15 nodi, all’interno del complesso taglio di Culebra il limite scendeva drasticamente a sei nodi per garantire la massima sicurezza. Ogni movimento dell’imbarcazione veniva registrato metodicamente negli uffici del capitano di porto e comunicato via telegrafo a ogni svolta, mentre tutto il traffico circostante era stato completamente sospeso per la giornata inaugurale. L’evento si consumava tuttavia in un clima internazionale profondamente segnato da tensioni drammatiche: proprio in quei giorni l’Europa precipitava nel primo conflitto mondiale e il segretario alla Guerra statunitense Garrison aveva chiarito che il passaggio non sarebbe stato disponibile per le navi da guerra e i mercantili delle nazioni europee belligeranti, indipendentemente dalla loro stazza.
A partire da quella stessa data, le tariffe per l’attraversamento venivano fissate a 1,23 dollari per tonnellata netta registrata, esentando tuttavia passeggeri ed equipaggi da qualsiasi tassazione. Conclusa la memorabile traversata verso il versante pacifico, l’impresa della Ancon consegnava definitivamente ai libri di storia un sogno coltivato per secoli, ridisegnando in modo radicale le rotte commerciali della navigazione globale e accorciando le distanze tra i mari del pianeta.
(Foto Archivio Nazionale Stati Uniti d’America)