La Spagna investe 1,6 miliardi nel sistema portuale nazionale

Una quota significativa del piano, circa 280 milioni di euro, sarà invece riservata alla sostenibilità ambientale. I fondi serviranno a finanziare l’elettrificazione dei moli

Il porto di Barcellona

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Il governo spagnolo ha approvato un piano di investimenti pubblici per oltre 1.600 milioni di euro destinati al sistema portuale statale nel 2026. La misura, ratificata dal Consiglio di amministrazione di Puertos del Estado, prevede interventi infrastrutturali, ambientali, tecnologici e logistici in tutta la rete dei 46 porti di interesse generale, con l’obiettivo di potenziare la competitività e l’efficienza della catena logistica marittima nazionale.

La parte più consistente del budget, pari a circa 900 milioni di euro, sarà impiegata per l’ampliamento e la modernizzazione delle infrastrutture portuali. Tra i principali progetti in programma figurano la realizzazione di un nuovo terminal container nel porto di Cadice, l’ampliamento del molo Adosado a Barcellona, la costruzione del nuovo molo nord a Valencia e la prosecuzione dei lavori nel molo centrale di Bilbao. Interventi rilevanti sono previsti anche nei porti di Las Palmas, Santander, Tenerife, Tarragona e Puerto del Rosario, in linea con una strategia che mira a rispondere all’aumento del traffico merci e passeggeri previsto nei prossimi anni.

Una quota significativa del piano, circa 280 milioni di euro, sarà invece riservata alla sostenibilità ambientale. I fondi serviranno a finanziare l’elettrificazione dei moli, riducendo così l’inquinamento atmosferico nei porti grazie alla possibilità per le navi di spegnere i motori durante la sosta e collegarsi alla rete elettrica a terra. Questo intervento, noto come OPS (Onshore Power Supply), rappresenta uno dei pilastri del piano di decarbonizzazione del trasporto marittimo, in linea con gli obiettivi europei di transizione energetica.

Altri 240 milioni di euro saranno investiti nel miglioramento dei collegamenti ferroviari interni ed esterni ai porti, con l’intento di favorire il trasporto merci su rotaia e decongestionare le strade. Sono previsti lavori nei porti di A Coruña, Ferrol, Barcellona, Castellón e Algeciras, con la realizzazione o il potenziamento di terminal ferroviari dedicati. A questi si aggiungono 86 milioni destinati a convenzioni con l’ente ferroviario Adif per integrare ulteriormente le reti logistiche. Il piano include anche investimenti per la sicurezza portuale, per un totale di 50 milioni di euro, e per la digitalizzazione dei servizi, con oltre 26 milioni dedicati a migliorare la gestione e l’automazione delle operazioni. Ulteriori risorse saranno assegnate a progetti di integrazione urbana, per favorire un miglior rapporto tra le strutture portuali e le città che le ospitano.

Secondo le stime ufficiali, il sistema portuale statale spagnolo chiuderà il 2025 con un fatturato netto di 1.288 milioni di euro, in crescita del 3,6% rispetto all’anno precedente, e un utile lordo di 331 milioni. Per il 2026 si prevede un incremento del giro d’affari fino a 1.380 milioni e un utile previsto di circa 182 milioni. Le entrate principali provengono dalle tariffe applicate a merci, navi e passeggeri, oltre ai canoni di concessione e occupazione delle aree portuali. La capacità del sistema di finanziare autonomamente i propri investimenti, senza ricorrere a fondi statali, conferma la solidità economica e la sostenibilità finanziaria del modello spagnolo. Il piano strategico 2025–2029 prevede investimenti complessivi superiori a 7 miliardi di euro, consolidando il ruolo dei porti spagnoli come snodi centrali nel commercio marittimo internazionale e come volano per l’economia e la transizione verde del paese.