Panama celebra 111 anni di storia. Il controllo del Canale è di nuovo una priorità globale

Gli interessi degli Usa e della Cina, la priorità green per evitare che la siccità impatti sull'infrastruttura: ecco perchè ancora oggi quel corridoio è così importante per lo shipping

@US Army Corps of Engineers

Ultimo aggiornamento 18 agosto 2025 - 11:05

Il 15 agosto 2025, il Canale di Panama ha celebrato il suo 111º anniversario di operatività, ricordando l’Ancon, la prima nave ad attraversarlo nel lontano 1914, simbolo di un’opera che ha trasformato il commercio marittimo mondiale. Oggi, l’Autoridad del Canal de Panamá (ACP) rilancia il suo impegno verso uno sviluppo sostenibile: una strategia integrata per la gestione delle risorse idriche, il rafforzamento dell’efficienza operativa e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Si tratta di una srategia necessaria per la sopravvivenza del Canale dopo che la soccità negli anni scorsa aveva provocato pesanti disagi per il passaggio delle navi.

Tra i progetti salienti, si segnalano l’introduzione di rimorchiatori ibridi “Isla Barro Colorado” e “Isla Bastimentos”, il primo segno tangibile verso la carbon neutrality entro il 2050, con risparmi di combustibile e minore impatto ambientale. Inoltre, avanzano iniziative cruciali come il progetto per il lago nel bacino del Río Indio, destinato a garantire sicurezza idrica a milioni di panamensi—nonché a rafforzare la resilienza socio-ambientale dell’intero sistema.

Trattativa sul futuro dei terminal portuali: Balboa e Cristóbal

Parallelamente alla celebrazione, Panama si trova immerso in una complessa trattativa per la cessione dei terminal portuali di Balboa e Cristóbal, attualmente gestiti dalla Panama Ports Company (PPC), controllata da CK Hutchison Holdings. 

Il governo panamense ha avviato due cause legali presso la Corte Suprema per annullare la concessione del 1997 (rinnovata nel 2021), accusando irregolarità e gravi perdite per lo Stato — fino a circa 1,3 miliardi di dollari.

Nel frattempo, Hutchison sta cercando di vendere i terminal nell’ambito di un accordo globale da circa 22–23 miliardi di dollari, con un consorzio capeggiato da BlackRock, MSC/TiL e, potenzialmente, un partner cinese come Cosco, per ottenere le necessarie autorizzazioni regolatorie .

Infine, anche il presidente José Raúl Mulino ha espresso la volontà di rinegoziare i termini della concessione, ribadendo che non si tollereranno accordi “abusivi” o contrari agli interessi nazionali.