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Il sistema portuale siciliano è al centro di una crescita strategica che punta a trasformare l’isola nel principale hub logistico ed energetico del Mediterraneo, ma il salto di qualità richiede un impegno congiunto su infrastrutture e capitale umano. Gaetano Vecchio, past president di Confindustria Sicilia, ha sottolineato a margine del ‘Road to Best‘ come la Sicilia stia vivendo una fase di profonda trasformazione, con i porti di Palermo e Catania a fare da capofila di una rivoluzione che non è solo economica, ma anche sociale. Secondo Vecchio, il porto non va più considerato come una semplice infrastruttura di trasporto, bensì come il punto di snodo vitale per l’intera economia isolana, agendo da ponte imprescindibile sia per le merci in entrata che per quelle in uscita. In questo scenario, il “Piano Mattei” del governo italiano trova nella Sicilia la sua piattaforma logistica naturale: la vicinanza geografica con il Nord Africa rende l’isola il terminale ideale per un’interconnessione che sia energetica, commerciale e culturale. Vecchio ha ribadito che la Sicilia può e deve giocare un ruolo da protagonista nella visione dell’Italia verso l’Africa, agendo come un motore di sviluppo per l’intero sistema Paese. Parallelamente, il futuro della regione è strettamente legato all’energia, non solo attraverso lo sviluppo dei progetti di eolico offshore, ma grazie al ruolo dei porti come basi tecnologiche per le dorsali energetiche nazionali. Per sostenere questa ambizione, resta però fondamentale un supporto finanziario costante e un’attenzione particolare alla formazione di personale altamente qualificato, capace di governare le sfide tecnologiche della transizione ecologica.