Tarros rinforza il ponte sul Mediterraneo: “Collegamenti strategici tra l’Europa e l’Africa”

I dirigenti Rahmani e Zahrane: "Il Marocco cresce sempre più: progressi evidenti e investimenti in vista del Mondiale di calcio"

Zahrane, Maggi e Rahmani nella sede di Carbox in Marocco

Ultimo aggiornamento 13 agosto 2026 - 10:02

Il mondiale in Stati Uniti, Canada e Messico si è concluso oramai da un mese. Il prossimo, nel 2030, si disputerà in Spagna, Portogallo e Marocco. Per il Paese africano non sarà soltanto un grande evento sportivo, ma una potente «spinta per uno sviluppo economico e infrastrutturale». Un contesto nel quale anche La Spezia punta a ritagliarsi un ruolo, rafforzando i flussi logistici. «I collegamenti possono rappresentare un vero e proprio ponte verso l’Europa», spiegano i responsabili di Tarros e Carbox Maroc, Abdelkrim Rahmani e Najib Zahrane.

I rapporti tra le due sponde del Mediterraneo guardano a una nuova fase di sviluppo. Il Golfo dei Poeti «si trova in una posizione strategica», osservano i due manager, mentre Casablanca «vive una fase di forte espansione». Per il comparto dello shipping, aggiungono, si tratta di «un’opportunità da non cestinare». E le stesse prospettive riguardano anche «l’industria, l’agricoltura e il turismo». La Coppa del Mondo sarà un volano: «L’intero Paese si sta preparando per un evento che sta imprimendo una forte accelerazione all’economia e, soprattutto, alle infrastrutture».

Quando Carbox iniziò a lavorare in Marocco nel 2021, ricorda il direttore generale di Carbox Italy Silvano Maggi, «il mercato era ancora caratterizzato da piccoli trasportatori». Oggi lo scenario è profondamente diverso: «Abbiamo assistito a una crescita continua. Qualità dei mezzi di trasporto, attenzione alla sostenibilità ambientale e flotte migliori. Anche i flussi di merci da e verso il Paese sono in aumento, sostenuti da un sistema portuale più moderno ed efficiente».

Tra i progetti più significativi figura lo scalo atlantico di Dakhla, un importante hub marittimo in costruzione nel Sahara Occidentale. L’investimento supera i 12 miliardi di dirham (circa 1 miliardo e 170 milioni di euro) e prevede la conclusione dei lavori entro il 2028. «Diventerà un grande porto di transhipment – aggiunge Zahrane -. E contribuirà a consolidare il ruolo del Marocco nell’industria africana. I progressi sono evidenti e gli investimenti ingenti. Soprattutto nell’automotive, senza dimenticare che il 2025 è stato un anno buono anche per l’agricoltura».

Nella Nazione africana Carbox dispone di 22 camion e di una rete costruita nel tempo. Garantisce trasporti affidabili ed efficienti, supportando le esigenze logistiche delle imprese locali e internazionali e contribuendo alla crescita e alla connessione dei principali poli economici marocchini. Una strategia che il gruppo ha esteso anche in Egitto, dove nel 2023 ha avviato una collaborazione dedicata ai servizi di trasporto container nonchè alla logistica retroportuale secondo standard europei. «Da tempo si parla della necessità di rafforzare il ponte tra Africa ed Europa – osserva Rahmani -. La speranza è che tra la Liguria e Casablanca possa svilupparsi sempre più un rapporto a due carreggiate, da e per l’Italia, e, di conseguenza, da e per l’Europa».