Autotrasporto, anche l’Unatras pensa al fermo

Intanto Trasportounito, che ha già confermato lo stop per lunedì prossimo, denuncia “pressioni da parte della committenza”

Tir in autostrada

Ultimo aggiornamento 26 marzo 2025 - 21:35

Roma – “Il fermo nazionale degli autotrasportatori, indetto unicamente da Trasportounito, dal 31 marzo prossimo, è una scelta obbligata”. Così l’associazione degli autotrasportatori guidata da Maurizio Longo. “Obbligata – viene spiegato – da un mercato distorto da una normativa malata che mette in ginocchio la stragrande maggioranza delle imprese del settore, oppresse dall’indebitamento e dai ricatti di una committenza che sta svolgendo pressioni per far fallire la protesta. Obiettivo, impedire che vengano messe a punto le nuove regole per il mercato, la sicurezza, le misure per far fronte alla carenza di conducenti nonché la corretta pianificazione della funzionalità delle infrastrutture. Trasportounito contesterà alla committenza, anche singolarmente, ogni forma di intimidazione, applicazione di vincoli inesistenti e sottomissioni irregolari”.

Intanto dall’Unatras fanno sapere che “si è riunita a Roma la nostra presidenza, che ha fissato il Comitato esecutivo per il 9 aprile con all’ordine del giorno l’esame dei rapporti col governo e la verifica dei provvedimenti attesi per l’assunzione delle conseguenti decisioni a tutela della categoria dell’autotrasporto”. L’Unatras prende atto che il ministero dei Trasporti sta lavorando per l’emanazione dei provvedimenti inerenti agli impegni assunti per
– il rafforzamento e l’esigibilità delle norme sulle attese al carico/scarico della merce e il rispetto dei tempi di pagamento dei servizi;
– il recupero delle risorse tagliate al settore sui 240 milioni strutturali;
– le semplificazioni per il conseguimento della Cqc;
– l’attivazione del tavolo sulle modifiche al codice della strada.

”Il comparto è alle prese con difficoltà estreme e le imprese dell’autotrasporto attendono le risposte urgenti, anche alla luce di iniziative sporadiche che stanno generando confusione sui territori. Onde evitare di alimentare aspettative irrealizzabili – è la conclusione – reputiamo necessario che già nei prossimi giorni arrivino provvedimenti concreti per scongiurare la proclamazione di azioni di autotutela a salvaguardia della tenuta della categoria”.