L’autotrasporto estende le port fee anche fuori dalla Liguria, Assiterminal: “Intervengano le Autorità di sistema”

L’associazione: “A rischio la competitività di tutta la filiera”

Una colonna di mezzi in ingresso al porto di Genova (archivio)

Ultimo aggiornamento 9 giugno 2025 - 00:00

Genova – Secondo Assiterminal tocca a un’azione coordinata delle Autorità di sistema portuale, e non a iniziative unilaterali e a livello locale, regolare i rapporti e eventuali disfunzioni ai varchi portuali, un tema che coinvolge direttamente o indirettamente diverse categorie. L’associazione, che respinge il ruolo di capro espiatorio, sottolinea inoltre come recentemente il legislatore sia intervenuto sulla materia all’interno del decreto Infrastrutture. Nei giorni scorsi Paolo Uggé, presidente degli autotrasportatori di Unatras e di Fai-Conftrasporto, ha annunciato a “Il Secolo XIX” la volontà di estendere la congestion fee, un sovrapprezzo applicato per il tempo passato in coda alla merce in entrata nei terminal, ai porti di Venezia, Vado Ligure, Livorno e Napoli, oltre a Genova e La Spezia.

L’iniziativa è portata avanti in particolare dalle associazioni che rappresentano le Pmi del settore, come ad esempio Unatras e Trasportounito. Questa estate è inoltre previsto un aumento del trasporto su strada, e quindi anche delle movimentazioni ai varchi portuali, per la soppressione di treni merci dovuta a cantieri programmati da tempo da Rfi su molte linee ferroviarie, in particolare in pianura padana e verso il porto di Genova.

«Le Autorità di sistema portuale – afferma Assiterminal in una nota – ben possono adottare atti di regolazione e/o controllo finalizzati a garantire livelli di prestazione (dei committenti, dei vettori e dei terminal) nel rispetto delle norme sulla qualità della regolazione previste a livello Ocse e Ue». Un’attività istruttoria che dovrebbe seguire un iter preciso, ma, aggiunge la nota, «non ci risulta che, a oggi, la maggior parte delle Autorità abbia posto in essere l’adeguata istruttoria e abbia intrapreso conseguenti azioni attraverso gli strumenti appropriati».

Per Assiterminal fra l’altro «la vicenda ci pare già disciplinata dalla recente introduzione della norma sull’extra-time fee del Dl infrastrutture che, peraltro, necessiterebbe di alcuni accorgimenti per evitare rischi di incostituzionalità: motivo per cui abbiamo proposto un emendamento specifico». Senza contare la presenza di tecnologie come il Pcs che già oggi consentono agli autotrasportatori di pianificare ritiri e consegne.

In conclusione, i terminalisti sottolineano come iniziative frammentate da parte dell’autotrasporto possano creare squilibri alla competitività all’interno del sistema nazionale e chiedono di non gravare la merce di ulteriori costi, in un momento in cui questa deve già fare letteralmente i conti con l’applicazione dell’Ets e dei dazi.