Genova – Trasporti e logistica restano in balia della burrasca nelle Borse europee, accusando nuovi forti ribassi dopo gli scivoloni della vigilia in reazione ai dazi Usa. Nel primo pomeriggio sul listino di Copenaghen Moeller Maersk perde il 7,2% dopo essere arretrato del 9,5% giovedì. A Francoforte Hapag Lloyd cede il 4,4% dopo la flessione del 9% della vigilia e a Zurigo Kuehne und Nagel è in ribasso del 3,7% dopo il -8,5% di ieri (legato in parte a un’indagine in Italia per frode fiscale).
Gli analisti di Jp Morgan hanno confermato il consiglio di ‘vendere’ il titolo Maersk, con un obiettivo di prezzo di 7.850 corone danesi. I dazi Usa pesano come un macigno in particolare sui trasporti marittimi fanno notare gli operatori, perché causeranno una riduzione degli scambi internazionali e un rallentamento della crescita economica, se non addirittura di recessione. Alcuni analisti si attendono una brusca riorganizzazione dei flussi delle merci in reazione alle tariffe doganali degli Usa e alle ritorsioni che stanno innescando o rischiano di innescare.
“Le elevate barriere doganali sulla ‘Asian factory’ (cioè i paesi asiatici di produzione, ndr) ridurranno inevitabilmente la domanda di trasporto marittimo di container tra l’Asia e gli Stati Uniti”, prevedono gli esperti della società di consulenza Braemer, specializzata nel trasporto marittimo. Lo Shanghai Containerized Freight Index (Scfi), un indicatore di riferimento per il prezzo dei container in partenza dalla Cina, è sui livelli più bassi dalla fine del 2023, anche se i prezzi non sono così bassi come dopo la crisi finanziaria del 2008-2009. Inoltre gli analisti fanno notare che nel settore, che già risentiva del basso livello dei noli marittimi prima degli annunci di Donald Trump, “si anticipa un allargamento del divario tra l’offerta e la domanda di trasporto via container entro il 2020, quale effetto di un vasto rinnovamento della flotta mondiale”.
Quello che si profila, con l’arrivo nei prossimi anni delle nuove navi commissionate dagli armatori rischia cioè di provocare un fenomeno di eccesso di capacità. Ora gli annunci delle barriere doganali spingeranno “le compagnie di navigazione a ridistribuire le loro flotte nelle aree più dinamiche”, secondo Arthur Barillas de Thé, presidente dell’agenzia di trasporti Ovrsea. Le società dovranno rivedere “molto rapidamente i loro servizi e dispiegare le capacità nelle aree di maggior commercio”, come la rotta Europa-Asia o intra-asiatica, precisa l’esperto.
Ad avere la meglio nella nuova sfida che giunge a pochi anni da quella della pandemia del Covid-19 saranno le compagnie più agili, rapide e flessibili. “Le grandi compagnie di navigazione con reti integrate di porti e terminali, oltre a soluzioni logistiche interne, potrebbero trarre vantaggio da questi sviluppi”, rilevano poi gli analisti di Braemer, aggiungendo che le aziende “con una rete globale saranno nella posizione migliore per adattarsi ai cambiamenti dei flussi commerciali’.