L’Italia protagonista a Fruit Logistica. Giampieri (Assoporti): “Paese sempre più competitivo”

“I porti italiani hanno un ruolo centrale nello sviluppo della logistica del freddo, data la loro posizione strategica nel Mediterraneo. Le prospettive sono positive, soprattutto se sapremo cogliere le opportunità legate alla digitalizzazione e all’efficientamento delle operazioni portuali”

Rodolfo Giampieri (Assoporti)

Ultimo aggiornamento 30 gennaio 2025 - 01:00

Assoporti, l’associazione che al suo interno raggruppa tutte le Autorità di sistema portuale d’Italia parteciperà alla prossima edizione di Fruit Logistica a Berlino. La rassegna tedesca è la fiera leader a livello globale per il commercio dei prodotti ortofrutticoli freschi che abbraccia l’intera catena del valore dell’industria ortofrutticola. Lo scorso anno, la kermesse tedesca ha ospitato oltre 2.750 espositori provenienti da 91 Paesi differenti e ha attirato oltre 90mila persone. Tale numero include 66mila visitatori commerciali in arrivo da 145 Paesi, oltre a oltre 24mila dipendenti espositori e 450 rappresentanti dei media. Oltre al gran numero di acquirenti e venditori, Fruit Logistica offre anche un’ampia gamma di programmi formativi ed eventi di networking. Oggi il settore della frutta fresca è un fattore economico chiave per molti Paesi. Questo vale sia per i Paesi industrializzati che per quelli del Sud globale. Le condizioni quadro per il settore sono in continua evoluzione, sia a causa dei cambiamenti nei modelli di consumo o degli sviluppi politici, della trasformazione digitale o degli effetti del cambiamento climatico. Per i responsabili delle decisioni lungo l’intera catena del valore, ciò significa adattarsi costantemente alle nuove circostanze e dimostrare la propria creatività, flessibilità e capacità di innovazione.

Come sta andando il mercato che riguarda la logistica del freddo?
«Il mercato della logistica in generale come anche della logistica del freddo – dice il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri – è in crescita costante, trainato dalla domanda di prodotti alimentari freschi e surgelati, farmaceutici e altre merci sensibili alla temperatura. L’aumento del commercio globale e l’evoluzione delle catene di distribuzione stanno rafforzando questo settore, che rappresenta una componente strategica per l’economia e la sostenibilità».

Quali sono le prospettive, in questo segmento, per i porti italiani?
«I porti italiani hanno un ruolo centrale nello sviluppo della logistica del freddo, data la loro posizione strategica nel Mediterraneo. Le prospettive sono positive, soprattutto se sapremo cogliere le opportunità legate alla digitalizzazione e all’efficientamento delle operazioni portuali in uno scenario globale in cambiamento. Per tale motivo è necessario lavorare su una maggiore integrazione tra porti, interporti e reti ferroviarie e stradali per migliorare la competitività. Poiché quando parliamo di porti parliamo di economia reale dobbiamo sempre tenere presente il valore delle risorse umane nei vari segmenti del settore portuale, che fanno sempre la differenza».

I nostri scali sono attrezzati, dal punto di vista infrastrutturale, per movimentare certi prodotti?
«Alcuni scali sono già ben attrezzati con infrastrutture dedicate, come magazzini refrigerati e terminal specializzati. Altri porti non dispongono di strutture adeguate a gestire alti volumi di merci a temperatura controllata. Per rispondere alle esigenze del mercato in modo efficace può essere necessario migliorare alcune infrastrutture tenuto conto che delle peculiarità dei porti italiani, tenuto anche conto delle vocazioni di ciascuno di essi».

Quali sono i principali investimenti da fare sulle nostre banchine per incrementare questi traffici?
«Gli investimenti prioritari riguardano l’ampliamento e la modernizzazione delle aree refrigerate nei porti, gli investimenti in sostenibilità, il potenziamento delle connessioni ferroviarie e stradali per garantire un trasporto rapido ed efficiente, l’adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio e la gestione della catena del freddo e la formazione del personale per gestire prodotti sensibili secondo standard internazionali. Siamo certi che lo sviluppo di questo segmento della portualità porterà significativi benefici a tutta la catena e all’Italia tutta».