FS Logistix rafforza la propria presenza nel mercato dell’intermodalità ferroviaria. A partire da gennaio 2027, Terminali Italia, società del gruppo, assumerà la gestione del Terminal Intermodale di Orte, aggiungendo un nuovo tassello alla rete logistica europea e portando a 23 il numero dei terminal gestiti.
L’operazione punta a consolidare l’offerta integrata di FS Logistix nello sviluppo del trasporto combinato ferro-gomma, facendo leva su uno scalo destinato a diventare un punto di riferimento per i traffici merci nel Centro Italia. Grazie alla sua posizione strategica, Orte potrà collegare i flussi tra Nord e Sud della Penisola, con aperture verso la dorsale adriatica e i principali corridoi logistici europei.
«L’ingresso del Terminal Intermodale di Orte nel network di Terminali Italia si inserisce nella visione sistemica a completamento delle infrastrutture strategiche del Lazio e rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la nostra presenza nel Centro Italia e accompagnare le imprese nella transizione verso modelli logistici più sostenibili, intermodali e integrati», ha dichiarato l’amministratrice delegata di FS Logistix, Sabrina De Filippis. L’obiettivo, ha aggiunto, è sviluppare nuovi collegamenti ferroviari e servizi in grado di rispondere alle esigenze delle filiere produttive e distributive del territorio.
Lo scalo beneficia di una posizione baricentrica lungo il nodo ferroviario di Orte, dove si incrociano la direttrice Roma-Firenze, la linea Orte-Falconara e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Sul fronte stradale è collegato direttamente all’autostrada A1 Milano-Napoli e alla E45/SS675, mentre la vicinanza a Roma, al porto di Civitavecchia e ai principali poli industriali dell’Italia centrale ne rafforza il ruolo di piattaforma logistica.
Il terminal dispone di circa 96 mila metri quadrati di piazzali, tre binari dedicati alle operazioni intermodali, gru semoventi, locomotori di manovra e attrezzature specializzate per la movimentazione delle unità di trasporto intermodale. L’infrastruttura servirà un ampio bacino produttivo che comprende la logistica distributiva dell’area romana, il polo siderurgico di Terni, quello chimico di Narni, il distretto della ceramica di Civita Castellana e il comparto agroalimentare della Tuscia.