Grimaldi (Alis): “La logistica a supporto dell’export italiano”

Guido Grimaldi

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

Genova – La logistica può e deve fare da supporto alle imprese che esportano, diventando “partner operativi” in grado di connettere e facilitare i rapporti con le aziende italiane nel resto del mondo, guidandole tra dazi e conflitti. Così Guido Grimaldi, presidente di Alis, l’Associazione logistica dell’Intermodalità sostenibile.

Nell’ultimo evento di Alis alla Masseria Li Reni si è molto discusso dell’importanza strategica del Mediterraneo, le cui coste sono disseminate dai conflitti. Qual è la strategia che suggerirebbe alle aziende della logistica per mantenere presa commerciale e rapporti con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo?

“Il Mediterraneo – risponde Grimaldi – è da sempre e resta una piattaforma strategica per il commercio globale, nonostante le tensioni. Le aziende di trasporto e logistica a mio avviso devono adottare una strategia di diversificazione delle rotte e dei mercati, rafforzando i legami con Paesi che stanno crescendo. Occorre investire ulteriormente in intermodalità, infrastrutture portuali e digitalizzazione, così da garantire continuità operativa anche in contesti instabili. L’esperienza recente, ad esempio, del gruppo Grimaldi dimostra che puntare su nuovi collegamenti e sul potenziamento di quelli esistenti per rafforzare le Autostrade del mare, consente anche di anticipare i cambiamenti geopolitici e rafforzare la presenza italiana in mercati strategici. Nell’ultimo evento Alis a Manduria abbiamo ad esempio discusso degli importanti investimenti del gruppo Grimaldi su tutto il versante adriatico, come nel caso della linea ro-ro Venezia-Bari-Patrasso con due navi Eco di ultima generazione, la linea ro-pax da Ancona per Igoumenitsa con due navi Visentini che ultimamente hanno terminato lavori di restyling aumentando anche la capacità passeggeri, la linea da Brindisi per Igoumenitsa con le due navi più importanti del Mediterraneo (la “Kydon Palace” dal punto di vista passeggeri e la “Europalink” per la sua capacità cargo di circa 4.000 metri lineari), la linea da Ravenna per Brindisi e Catania e infine la linea dal porto di Trieste verso i porti di Gemport e Ambarli in Turchia. In quest’ultimo caso, molto rilevanti sono i dati appena diramati dall’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale dai quali emerge che per il porto di Trieste a trainare il primo semestre del 2025 è il comparto ro-ro, che si conferma in crescita con un +5,8%. L’Autostrada del Mare ha contato 477 toccate nei primi sei mesi dell’anno, con quasi il +19% rispetto allo stesso periodo del 2024, a testimonianza della solidità dei collegamenti con la Turchia e della piena funzionalità del corridoio adriatico nelle relazioni commerciali con il Mediterraneo orientale”.

Fuori dal Mare Nostrum, i dazi mettono a rischio le esportazioni italiane. Un’azienda-tipo italiana oggi sarebbe davvero in grado di diversificare il suo export per limitare i danni sugli Usa?

“È una sfida che riguarda tutto il nostro sistema produttivo, soprattutto in un momento in cui il governo ha fissato un obiettivo ambizioso: raggiungere i 700 miliardi di export entro la fine della legislatura. Per centrare questo traguardo, è essenziale tutelare la competitività delle nostre imprese anche al di fuori dei mercati tradizionali, come quello statunitense, oggi esposto all’incertezza legata a dazi e politiche protezionistiche. Le aziende italiane possono e devono diversificare i mercati di sbocco, puntando ad esempio sulla Cina, sull’India o su tutti i Paesi degli Emirati Arabi oltre che su tutte le sponde del Mediterraneo, come la Turchia. Con la nostra Associazione cerchiamo di accompagnarle concretamente in questo percorso, offrendo soluzioni efficaci per accedere a nuovi mercati attraverso trasporti più efficienti, sostenibili e integrati. Ricordiamo che fare impresa non è facile e, oltretutto, non tutte le imprese hanno le stesse risorse per affrontare da sole questo cambiamento, ma è proprio per questo che Alis è diventata un punto di riferimento strategico: creiamo connessioni solide, condividiamo esperienze professionali tra imprenditori coraggiosi, dialoghiamo con le istituzioni per rendere l’Italia più forte e pronta alle sfide globali”.

La logistica può dare un supporto ai propri clienti nella ricerca di questi nuovi mercati?

“Certo, perché oggi la logistica non è più solo trasporto in senso stretto, ma è sempre più il ponte tra produzione e destinazione. Gli operatori logistici rappresentano partner operativi in grado di offrire nuove capacità grazie a ricerca e sviluppo e a nuovi partenariati per creare nuovi mercati, nuove destinazioni commerciali e nuove soluzioni. Ciò implica anche l’adattamento alle trasformazioni digitali e, in questo senso, abbiamo ad esempio accolto con grande apprezzamento la pubblicazione del bando LogIn Business, promosso dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti in collaborazione con Ram. Una misura auspicata da Alis ed attesa dal settore, che mette a disposizione ben 157 milioni di euro per supportare la trasformazione digitale delle imprese del comparto. Ricordiamo che la logistica in greco è l’arte di saper fare i conti e quindi è importante avere una visione chiara nell’investire nei mercati in maggiore crescita e nell’adattarsi ai continui cambiamenti sociali e geopolitici”.

Alis è quasi vicina alla soglia dei 10 anni. Quali sono a Suo giudizio gli obiettivi più importanti raggiunti dall’associazione?

“Siamo cresciuti molto e continuiamo ad aggregare importantissime realtà nazionali ed internazionali, e oggi ALIS rappresenta oltre 2.400 realtà imprenditoriali e 425 mila lavoratori uomini e donne straordinari che hanno fatto la differenza anche nei periodi complessi vissuti in questi ultimi anni, come la pandemia, la crisi energetica e le guerre. Grazie ai nostri strumenti di comunicazione come Alis Channel e Alis Magazine abbiamo dato voce proprio a chi ogni giorno lavora in questi settori e abbiamo fatto conoscere il lavoro quotidiano e la grande qualità di tutte queste persone straordinarie, che sono un simbolo di coraggio e dignità per il nostro Paese. Per citare dati concreti ottenuti in questi anni, vorrei evidenziare che abbiamo permesso di raggiungere una continuità territoriale decisamente più sostenibile, facendo risparmiare al governo italiano 50 milioni di euro all’anno grazie all’impiego delle migliori navi, come le navi classe Eco di ultima generazione del gruppo Grimaldi aventi una capacità cargo di oltre 500 unità per partenza, e abbiamo ulteriormente ridotto le emissioni inquinanti anche utilizzando i treni ed i camion più ecosostenibili e tecnologicamente avanzati. Ricordo che, nel solo 2024, grazie ai soci Alis che utilizzando l’intermodalità marittima e ferroviaria, ben 6 milioni di camion sono stati sottratti dalle strade, 143 milioni di tonnellate di merci sono state trasferite a mare e ferro e 5,4 milioni di tonnellate di CO2 sono state abbattute in Europa, di cui ben 4,1 milioni solo in Italia. Tra i traguardi più importanti di Alis, inoltre, sicuramente vi è la costruzione di una rete solida, credibile e trasversale, in cui imprese, istituzioni, giovani e territori si confrontano su temi attuali e proposte valide e si incontrano per dare vita a un modello virtuoso di sviluppo. Abbiamo contribuito a diffondere e rafforzare una nuova cultura del trasporto e della logistica, sostenendo l’interazione tra le tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica e sociale), promuovendo la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle imprese e favorendo nuove opportunità concrete per le giovani generazioni. Con orgoglio ricordo che Alis finora ha contribuito a creare 10.000 posti di lavoro per i nostri giovani, esempio virtuoso di come la sinergia tra Its, scuole, Università e imprese possa colmare i vuoti occupazionali e permettere ai nostri giovani di trovare un lavoro affascinante e ben retribuito in Italia, ma soprattutto nel nostro meraviglioso Meridione”.