La ferrovia continua a essere uno dei pilastri della strategia europea per la decarbonizzazione dei trasporti, ma i numeri raccontano una realtà diversa dalle ambizioni di Bruxelles. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, nel 2025 il trasporto ferroviario merci nell’Unione europea è sceso a 368,2 miliardi di tonnellate-chilometro, contro i 375,1 miliardi dell’anno precedente, con una flessione dell’1,8%. Si tratta del quarto anno consecutivo di calo, dopo le contrazioni registrate dal 2022 in poi.
Modal shift
Il dato assume particolare rilevanza perché contrasta con uno degli obiettivi centrali delle politiche europee dei trasporti. Da anni la Commissione europea sostiene il cosiddetto “modal shift”, ovvero il trasferimento di una quota crescente delle merci dalla gomma alla rotaia e alle vie navigabili interne, considerati sistemi più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale. Eppure, mentre la ferrovia perde terreno, il trasporto stradale continua a mantenere la posizione dominante nel mercato continentale delle merci.
L’Italia
In questo quadro poco incoraggiante emerge però un dato inatteso dall’Italia. Secondo i numeri delle elaborazioni Eurostat, il traffico merci ferroviario nazionale, in tonnellate-chilometro, ha registrato nel 2025 un incremento rispetto all’anno precedente (da 22,9 a 23,3 miliardi), mostrando una dinamica migliore rispetto alla media europea. Una crescita che, pur non modificando radicalmente il peso della ferrovia nel sistema logistico italiano, indica una maggiore resilienza del comparto rispetto ad altri Paesi europei.
La Germania
L’analisi pubblicata da Eurostat evidenzia come il mercato ferroviario europeo resti fortemente concentrato. La Germania anche se in calo e con gravi problemi infrastrutturali continua a rappresentare il principale protagonista del settore, con 123,5 miliardi di tonnellate-chilometro, equivalenti al 33,5% dell’intero traffico ferroviario merci dell’Unione. Seguono la Polonia con 54,3 miliardi e la Francia con 34,4 miliardi di tonnellate-chilometro. In altre parole, tre Paesi concentrano una quota molto rilevante delle movimentazioni ferroviarie europee.
L’arretramento complessivo non è stato omogeneo. Sedici Stati membri hanno registrato una diminuzione delle prestazioni ferroviarie nel 2025, mentre otto hanno segnato una crescita. I cali più marcati sono stati osservati in Irlanda, Lettonia ed Estonia, mentre Grecia, Portogallo e Francia hanno mostrato gli incrementi più consistenti.
Le materie prime
La quota maggiore del traffico ferroviario europeo continua a essere costituita da materie prime e semilavorati industriali. Eurostat segnala che i minerali metallici sono rimasti nel 2025 la principale categoria merceologica trasportata per ferrovia, rappresentando il 12,2% delle tonnellate-chilometro complessive e il 15,1% delle tonnellate movimentate. A queste si aggiungono carbone, prodotti estrattivi, metalli, prodotti chimici e altre merci pesanti per le quali il trasporto ferroviario mantiene un vantaggio competitivo rispetto alla strada.
Il dato conferma la vocazione storica della ferrovia europea come infrastruttura al servizio delle grandi filiere industriali e delle catene di approvvigionamento delle materie prime. Nei corridoi logistici continentali il treno continua infatti a svolgere un ruolo essenziale nel collegare miniere, impianti siderurgici, poli chimici, terminal portuali e aree manifatturiere.
Il picco del 2018
Guardando l’evoluzione degli ultimi anni, il problema appare strutturale. Dopo aver raggiunto un picco di circa 410 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2018, il traffico ferroviario merci europeo ha mostrato una tendenza complessivamente discendente. La ripresa osservata nel 2021 dopo la fase più acuta della pandemia non è riuscita a consolidarsi e il settore è tornato a perdere volumi negli anni successivi.
La sfida per l’Ue
Per la politica europea il dato rappresenta una sfida cruciale. Il Green Deal, la Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente e gli obiettivi climatici al 2050 attribuiscono infatti alla ferrovia un ruolo centrale nella riduzione delle emissioni del comparto trasporti. Tuttavia, i numeri mostrano che il trasferimento delle merci verso modalità più sostenibili procede con difficoltà.
La crescita dell’autotrasporto, la frammentazione delle reti ferroviarie nazionali, la limitata capacità di alcuni corridoi e le criticità operative lungo le tratte internazionali continuano a frenare il raggiungimento degli obiettivi comunitari.