Valutare le criticità ambientali legate al conferimento dei sedimenti nei cassoni della nuova Diga di Genova, «tenendo conto di eventuali apporti contemporanei» in arrivo da altri cantieri “donatori”. È con questo obiettivo che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha affidato alla società Ramboll Italy l’aggiornamento dell’analisi di rischio sui fanghi dragati dagli scali della Spezia e di Marina di Carrara.
Il via libera allo studio specialistico, formalizzato in una determina dirigenziale firmata dal dirigente Mirko Leonardi, si inserisce nel più ampio progetto di manutenzione straordinaria dei fondali portuali. Una partita che non riguarda solamente La Spezia. A metà luglio, infatti, le Autorità portuali di Mar Ligure Occidentale e Orientale, insieme a Regione Liguria, hanno sottoscritto un aggiornamento dell’accordo firmato nell’agosto 2025 per il conferimento dei fanghi nei cassoni: da 500 a 700 mila metri cubi. Prima di procedere, però, occorre verificare che il materiale possa essere utilizzato nel rispetto di tutte le prescrizioni ambientali. È proprio questo il compito affidato a Ramboll Italy: elaborare un’analisi di rischio che valuti le possibili problematiche connesse al deposito di sedimenti classificati in classe D (quelli che, secondo il decreto ministeriale 173/2016, presentano un livello di contaminazione elevata).
Una volta completato lo studio, con ogni probabilità le operazioni entreranno nel vivo. Il trasferimento dei sedimi avverrà via mare. A delineare l’attività, oramai più di un mese fa, era stato il presidente dell’ente di Via del Molo, Bruno Pisano: «I fanghi saranno trasportati a Genova e conferiti nei cassoni della nuova diga foranea direttamente dalle imprese incaricate delle operazioni di scavo», aveva spiegato dopo aver firmato, a fine giugno, il decreto che assegnava l’intervento alla costituenda associazione temporanea d’impresa formata da Società Italiana Dragaggi Spa, Dott. Carlo Agnese Spa e Agnese Costruzioni Srl.
Il dossier entra quindi in una fase decisiva. Gli uffici dell’ente sono al lavoro per completare l’iter e iniziare con le operazioni di dragaggio e i conseguenti conferimenti. «Attorno alla diga abbiamo costruito una vera e propria filiera della circolarità – ha osservato a più riprese il subcommissario per la Ricostruzione di Genova, Carlo De Simone –. Questa consentirà di recuperare oltre 5 milioni di metri cubi di materiali provenienti da scavi, dragaggi e demolizioni, destinati a riempire l’opera al posto di materie prime vergini estratte dalle cave».