“Il boom degli ordini” alla cantieristica sudcoreana “continua, come dimostrato dalla cooperazione nella costruzione navale tra Corea del Sud e Stati Uniti, Masga” ma “dopo questo boom ci troviamo di fronte a tre interrogativi: è sostenibile? i giovani e i lavoratori specializzati stanno tornando nell’industria navale? i benefici della ripresa economica” sono equamente distribuiti?
Sono queste le parole con cui il ministro dei Trasporti della Corea del Sud, Kim Young-hoon, ha aperto nei giorni scorsi il tavolo tripartito che vede coinvolti governo, sindacati e le Big Three del settore (le aziende Hyundai, Samsung e Hanwha) sul tema “Rinascimento della cantieristica navale K: creare insieme buoni posti di lavoro”. Un titolo che può suggerire un ennesimo convegno sul tema, ma che invece indica un evento che lo stesso ministro giudica epocale: “Scriviamo – ha detto – un nuovo capitolo nella storia dell’industria cantieristica”.
E per rimarcare il concetto ha aggiunto: “Non esisteva un tavolo di dialogo in cui lavoratori, dirigenti e governo potessero sedersi faccia a faccia. Oggi ho messo fine a quella lunga pausa. Più importante di ciò di cui discutere è il fatto stesso che finalmente ci siamo seduti faccia a faccia. Per questo motivo, oso affermare che questo incontro odierno è un luogo di preparazione per i prossimi cento anni”.
Ma che cosa sta succedendo nel Paese asiatico? In questi giorni, oltre al tavolo tripartito, un altra notizia sta facendo discutere a Seul: duecento lavoratori stranieri della cantieristica, provenienti soprattutto da paesi come Vietnam, Nepal e Sri Lanka, hanno chiesto di essere iscritti al sindacato. Anche questo un evento inedito, dovuto alla decisione di Hyundai di abbassare i loro stipendi e compensare il gap con bonus di produzione, e che dimostra come la pressione sull’industria stia crescendo, dando anche ai lavoratori stranieri, di solito emarginati e utilizzati nelle aziende dei subfornitori con minori garanzie, maggiore potere contrattuale per chiedere di beneficiare delle eventuali buone prospettive dell’industria.
Il ministro Kim ha detto che il governo è impegnato attivamente per risolvere questi problemi. L’industria cantieristica sudcoreana è, assieme a quella italiana e europea, un tassello fondamentale, almeno al principio, del piano dell’amministrazione Trump per lo sviluppo di quella statunitense, nel quadro del braccio di ferro commerciale con la Cina. Stati Uniti e Corea hanno in Pechino un avversario comune.
La cantieristica di Seul era diventata la prima del mondo, ma fra 2015 e 2017 ha subito una crisi che ha portato la Cina a prevalere per numero di ordini e valore. Con l’alleanza fra amministrazione pubblica, aziende e sindacati e con l’opportunità fornita dalla strategia Masga (Make american shipbuilding great again), il governo sudcoreano punta a riprendersi lo scettro.