Cantieri navali, Seul punta sulla strategia Masga per sottrarre lo scettro a Pechino. Ma mancano i lavoratori

Nei giorni scorsi il governo sudcoreano ha aperto un tavolo permanente con aziende e sindacati per risolvere il problema della carenza della manodopera che dovrebbe essere utilizzata dai cantieri in previsione del boom di ordini

Un cantiere navale di Hyundai in Corea del Sud

Ultimo aggiornamento 24 luglio 2026 - 21:20

“Il boom degli ordini” alla cantieristica sudcoreana “continua, come dimostrato dalla cooperazione nella costruzione navale tra Corea del Sud e Stati Uniti, Masga” ma “dopo questo boom ci troviamo di fronte a tre interrogativi: è sostenibile? i giovani e i lavoratori specializzati stanno tornando nell’industria navale? i benefici della ripresa economica” sono equamente distribuiti?

Sono queste le parole con cui il ministro dei Trasporti della Corea del Sud, Kim Young-hoon, ha aperto nei giorni scorsi il tavolo tripartito che vede coinvolti governo, sindacati e le Big Three del settore (le aziende Hyundai, Samsung e Hanwha) sul tema “Rinascimento della cantieristica navale K: creare insieme buoni posti di lavoro”. Un titolo che può suggerire un ennesimo convegno sul tema, ma che invece indica un evento che lo stesso ministro giudica epocale: “Scriviamo – ha detto – un nuovo capitolo nella storia dell’industria cantieristica”.

E per rimarcare il concetto ha aggiunto: “Non esisteva un tavolo di dialogo in cui lavoratori, dirigenti e governo potessero sedersi faccia a faccia. Oggi ho messo fine a quella lunga pausa. Più importante di ciò di cui discutere è il fatto stesso che finalmente ci siamo seduti faccia a faccia. Per questo motivo, oso affermare che questo incontro odierno è un luogo di preparazione per i prossimi cento anni”.

Ma che cosa sta succedendo nel Paese asiatico? In questi giorni, oltre al tavolo tripartito, un altra notizia sta facendo discutere a Seul: duecento lavoratori stranieri della cantieristica, provenienti soprattutto da paesi come Vietnam, Nepal e Sri Lanka, hanno chiesto di essere iscritti al sindacato. Anche questo un evento inedito, dovuto alla decisione di Hyundai di abbassare i loro stipendi e compensare il gap con bonus di produzione, e che dimostra come la pressione sull’industria stia crescendo, dando anche ai lavoratori stranieri, di solito emarginati e utilizzati nelle aziende dei subfornitori con minori garanzie, maggiore potere contrattuale per chiedere di beneficiare delle eventuali buone prospettive dell’industria.

Il ministro Kim ha detto che il governo è impegnato attivamente per risolvere questi problemi. L’industria cantieristica sudcoreana è, assieme a quella italiana e europea, un tassello fondamentale, almeno al principio, del piano dell’amministrazione Trump per lo sviluppo di quella statunitense, nel quadro del braccio di ferro commerciale con la Cina. Stati Uniti e Corea hanno in Pechino un avversario comune.

La cantieristica di Seul era diventata la prima del mondo, ma fra 2015 e 2017 ha subito una crisi che ha portato la Cina a prevalere per numero di ordini e valore. Con l’alleanza fra amministrazione pubblica, aziende e sindacati e con l’opportunità fornita dalla strategia Masga (Make american shipbuilding great again), il governo sudcoreano punta a riprendersi lo scettro.