Caos nel porto di Trieste, grandi manovre per il nuovo presidente: Rossi e Gasparato i nomi sulla lista / IL RETROSCENA

Dopo le dimissioni di Gurrieri il dossier sul tavolo del ministero è urgente: tra le ipotesi anche il trasloco dell'ex presidente degli interporti a Trieste, mentre Rossi (Assarmatori) sarebbe in pole per Venezia

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:19

Genova – Per riuscire a trovare la quadra – ma soprattutto per metterci una pezza dopo il caos generato a Trieste dalle dimissioni del presidente in pectore Antonio Gurrieri, raggiunto da un avviso di garanzia all’alba del voto alle Camere sulla sua nomina alla guida del porto giuliano – nel Nord Est potrebbe aprirsi una nuova partita: il derby fra Trieste e Venezia. Per ora solo un’ipotesi di scuola, ma tant’è circola con insistenza un risiko che coinvolge le due città portuali con uno switch dell’ultimo minuto.

Ecco i dettagli: a differenza degli altri quasi presidenti di Autorità portuale, Matteo Gasparato, già numero uno della società che gestisce l’interporto di Verona, è stato sì indicato dal ministero dei Trasporti come nuovo commissario dell’Adsp di Venezia, ottenendo giusto ieri il via libera del governatore leghista del Veneto, Luca Zaia. Ma i passaggi parlamentari della sua nomina non sono ancora stati calendarizzati: né audizioni, né voto.

Il manager pubblico era stato fortemente voluto da Fratelli d’Italia al vertice dello scalo lagunare, battendo la concorrenza dell’avvocato Alberto Rossi, genovese, segretario generale di Assarmatori. Ora al Mit però starebbero pensando di rivedere le caselle: Gasparato potrebbe essere spostato a Trieste e Rossi tornerebbe in pista per Venezia. In fondo non costerebbe troppo dal punto di vista burocratico: l’iter di Gasparato non è completo, e non sarebbe difficile farlo traslocare a Trieste. Rossi a Venezia potrebbe essere la soluzione che va bene anche alla Lega.

Alberto Rossi

 

Detto questo – e al netto degli alti profili professionali di Gasparato e Rossi, riconosciuti in tutto il settore – le persone non sono pedine del Monopoli e soprattutto è noto che i governatori regionali, per quanto sulla carta abbiano un ruolo meramente consultivo, nella partita dei porti in realtà dispongono di un altissimo potere di influenza, ed è sempre interesse del governo operare con il loro sostegno quando si tratta di definire i vertici portuali.

Ecco il punto: bisogna capire cosa ne pensano dell’operazione Zaia e il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Entrambi sono uomini forti della Lega, ma dopo la lunga trattativa e i delicati equilibri messi a punto per far approdare Gasparato a Venezia, Zaia sarebbe disposto ad accettare un nome diverso? E soprattutto, come la prenderebbe Fedriga, che vedrebbe il porto di Trieste passare da un presidente appoggiato dal suo partito (Gurrieri) a uno sostenuto da Fratelli d’Italia?

È pur vero che – a quanto si dice – al momento la partita dei porti sia più nelle mani del ministro Matteo Salvini, che del viceministro Edoardo Rixi: il vicepremier e segretario della Lega potrebbe avere diversi argomenti di interesse da portare al tavolo dei due governatori. Ma l’impresa è comunque complessa, e forse una soluzione più naturale, dicono fonti ben informate, potrebbe essere quella di lasciare Gasparato a Venezia e proporre Rossi per Trieste.
Ieri nel frattempo è stato nominato commissario dello scalo giuliano il direttore dei Porti e della logistica al ministero, Donato Liguori, vicinissimo a Salvini. Indiscrezioni parlano di una soluzione di breve durata, ma visto come è andata finora con le nomine, a Trieste c’è chi ipotizza un interregno di almeno sei mesi.

La prova del nove ci sarà se e quando saranno calendarizzate le audizioni di Gasparato alle commissioni parlamentari. Infine, va ricordato che a Trieste potrebbe riprendere quota l’outsider Massimo Campailla, socio dello Studio Zunarelli in buoni contatti con le imprese locali.
Intanto, secondo fonti romane, si starebbe rinforzando l’ipotesi di Paolo Piacenza come futuro presidente del porto di Gioia Tauro, altro scalo sul quale Rossi nei mesi scorsi era stato dato come papabile. —