Non solo i fanghi dei dragaggi della Spezia. I cassoni della nuova Diga di Genova saranno riempiti con diversi materiali «sempre nell’ottica dell’economia circolare» spiega Carlo De Simone, subcommissario alla Diga.
«Ora possiamo procedere immettendo il materiale proveniente dai dragaggi della Spezia, quelli di Genova e in particolare di Sampierdarena, oltre ai materiali che derivano dalla demolizione di parte della vecchia diga e da Sestri Ponente. In futuro prevediamo anche una parte di quelli del tunnel subportuale. In questo modo riusciamo a coniugare l’avanzamento dei lavori con un recupero utile di materiali». Ecco, l’ultimo punto: Sestri Ponente. Il materiale di risulta del cantiere del ribaltamento è un tema complesso.
«Quando scaviamo a Sestri incontriamo spesso terreni ricchi di amianto naturale, che in passato è stato usato per colmare le aree di banchina. Il principio è chiaro: tutto il materiale che supera le soglie di contaminazione viene smaltito in sicurezza, mentre quello che è non amiantifero, e parliamo di una percentuale rilevante, viene riutilizzato nei cassoni. Non possiamo però dare numeri precisi, perché la percentuale varia a seconda della zona in cui scaviamo. È un lavoro continuo di caratterizzazione e verifica. Ogni volta che rispettiamo i criteri fissati, quel materiale viene impiegato. Diversamente, lo smaltiamo».
La novità è che il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera poco prima di Ferragosto: «La commissione Via Vas ha dato parere positivo. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il decreto». Su 9,5 milioni di metri cubi di materiale «ben 5 provengono dall’economia circolare. Siamo un caso scuola in Europa. In totale risparmieremo 400 milioni e ne guadagnerà la sostenibilità ambientale. Ad esempio i fanghi dalla Spezia a Genova saranno trasportati via mare. L’economia circolare toglie camion dalla strada».Si.Gal.