Bruxelles – La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di Appello di Firenze che aveva riformato la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” emessa nel 2022 dal Tribunale di Livorno sulla vicenda Sintermar Darsena Toscana (fatti che a loro volta risalgono al 2018).
In pratica, la Cassazione ribalta la sentenza della Corte d’Appello emessa a dicembre 2025 a sfavore di otto imputati, tra gli altri i manager Luca Becce, Costantino Baldissara e Corrado Neri e gli allora segretario generale e responsabile al Demanio dell’Autorità di portuale di Livorno, Massimo Provinciali e Matteo Paroli per il reato di falso ideologico a abuso d’ufficio connesso al supposto rilascio di autorizzazioni temporanee alla Sintermar Darsena Toscana per aggirare il Piano regolatore vigente nello scalo labronico.
Ora la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado e dispone il non rinvio per un nuovo appello. La assoluzione con formula piena è dunque definitiva e inappellabile.
“Una vicenda che è durata 10 anni – commenta Becce -. Per chi conosce la legislazione portuale una surreale interpretazione da parte del Pm di Livorno, Dott. Ettore Squillace Greco, che aveva iniziato una indagine pensando di trovare episodi corruttivi, mai riscontrati per suo stesso dire in udienza preliminare, ma aveva lo stesso deciso di procedere chiedendo e ottenendo il rinvio a giudizio per tutti noi per le ipotesi di reato di abuso di ufficio e falso ideologico o, per me e altri imputati rappresentanti di imprese, per istigazione agli stessi reati”.
Ci sono due episodi in questa vicenda che mi hanno particolarmente colpito: l’Udienza preliminare e l’appello – aggiunge Becce -. Nel primo caso, di fronte a un Pm che diceva chiaramente che non aveva trovato alcunché rispetto al sospetto che lo aveva mosso, il Gip parse totalmente disinteressato dal merito e, senza battere ciglio, accettò la richiesta di rinvio a giudizio. Nel secondo, non ci fu alcuna arringa dell’accusa, che si concentrò tutta sulla magnificazione delle gesta del giudice pensionando. La sentenza riformò totalmente la sentenza di primo grado. Io fui assolto per prescrizione del reato, ma volli assolutamente andare in terzo grado perché volevo essere assolto perché alcun fatto sussisteva, come in primo grado. Oggi la Cassazione ha annullato questa sentenza di appello senza rinvi: 10 anni sottratti alla giustizia”.
Il processo era stato originato da un ricorso della Porto di Livorno 2000, il terminal passeggeri dello scalo toscano, che ha come azionista di riferimento una società controllata dal gruppo Onorato.