Consalvo: “I porti dell’Alto Adriatico sono destinati a unirsi”

Il presidente dei porti di Trieste e Monfalcone: "Hanno interessi e destinazioni comuni, per le infrastrutture i costi sono esorbitanti"

Marco Consalvo

Ultimo aggiornamento 1 ottobre 2026 - 20:41

“In un prossimo futuro, cioè nell’arco di cinque, dieci anni, i porti dell’Alto Adriatico, quindi non solo Trieste e Monfalcone ma anche Venezia, Ravenna e poi Koper (Slovenia) e Rijeka (Croazia), dovranno unirsi”. Perché già oggi, benché in concorrenza tra loro, questi scali hanno “interessi comuni, mercato di destinazione comune: Europa, Europa centrale, Europa dell’Est, i Balcani, e un interesse comune che è far aumentare i volumi”.

È lo scenario delineato dal presidente dei porti di Trieste e Monfalcone, Marco Consalvo, a margine del Adria Shipping Summit in Stazione marittima, al quale sono intervenuti operatori di vari porti nazionali e no. Già oggi questi scali sono riuniti in una associazione, la North Adriatic Ports Association (Napa), ma Consalvo immagina una collaborazione ancora più stretta. Potranno esserci “difficoltà tra i porti, uno cresce a fronte di uno che scende, ma la realtà è che bisogna attrarre il più possibile”, ha aggiunto Consalvo. Per il quale l’unione è indispensabile anche per un altro fattore: “Per realizzare le infrastrutture portuali, considerando i piani di sviluppo dei vari porti, i costi sono esorbitanti, decine di miliardi”.

Dunque, in “assenza di finanza pubblica per questi investimenti, avere un progetto comune e portarlo al Parlamento europeo, in Commissione europea, ci dà qualche chance di avere finanza diciamo europea”. Risorse che dovranno essere “affiancate da finanza privata” e cui dovrà poi corrispondere un “aumento della competitività dei porti dell’Alto Adriatico”.