Un (moderato) riassetto delle rotte e molti progetti in cantiere, sia per potenziare ancora l’offerta di servizi a bordo sia per confermare le iniziative ambientali e scientifiche, ma anche per assicurarsi il rinnovo della concessione del terminal di Vado Ligure in scadenza a gennaio 2026. Sébastien Romani, dallo scorso novembre nuovo amministratore delegato di Corsica Sardinia Ferries e di Forship Spa, in queste settimane è impegnato con il suo staff nel pieno della stagione turistica, ma nel frattempo sta anche preparando i piani per il futuro. Tra questi un nodo fondamentale sarà il rinnovo della concessione per utilizzare lo scalo vadese, dove la “compagnia delle navi gialle” fondata da Pascal Lota ha la sua base operativa.
«La concessione è in scadenza – conferma Romani -, noi abbiamo un piano molto “green” e ambizioso. Fra i punti chiave c’è il “cold ironing”, ossia l’elettrificazione delle banchine, che ci permetterà di alimentare gli impianti di bordo senza dover utilizzare i motori termici della nave, quando è ferma in porto. Sono sistemi molto efficienti». A Tolone e Sète si è già investito molto sull’elettrificazione delle banchine, anche per sviluppare il mercato dei traghetti verso il Mediterraneo occidentale. Per Vado occorre più tempo, dato che prima devono essere completati i lavori di ricostruzione della banchina danneggiata dalle mareggiate degli anni scorsi, che tra l’altro ha penalizzato molto la compagnia, costretta a “parcheggiare” le navi non in servizio a Savona e Genova. Corsica Sardinia Ferries ha sviluppato da alcuni anni una spiccata consapevolezza ambientale: pur navigando con navi tradizionali (ma le new entry dei prossimi anni si preannunciano all’avanguardia), dal 2018 al 2023 ha ridotto di quasi il 20% le emissioni di anidride carbonica per passeggero.
«L’eco-programma “Yellow cares” contiene una serie di interventi anche a bordo – spiega Romani -, come l’abolizione della plastica monouso, sostituita da materiali biodegradabili, o i due progetti di riforestazione in zone sensibili, nell’area Mediterranea e in Indonesia. Abbiamo organizzato un piano di rotazione delle rotte per ridurre i tempi di sosta con i motori accesi, abbiamo assunto un “energy transition manager” che controlla i consumi di ogni nave e studia soluzioni per migliorarli e abbattere le emissioni». Tutti aspetti che attirano l’attenzione dei turisti nord europei e che possono dare una spinta quando programmano le vacanze. Nel 2024 hanno viaggiato a bordo 3,5 milioni di passeggeri. Inoltre gli equipaggi seguono corsi specifici in collaborazione con la Fondazione Cima per il monitoraggio dei cetacei e, con il coordinamento della responsabile Cristina Pizzutti, ospitano spesso a bordo i ricercatori per i programmi internazionali di studio.
«Per il 2025 abbiamo confermato i collegamenti dell’anno scorso – prosegue Romani – tranne quelli per l’Isola d’Elba, che abbiamo ceduto a Blue Navy. I nostri traffici convergono su Corsica, Sardegna e Baleari. Da Tolone e Nizza portiamo i passeggeri verso Corsica, Sardegna e Baleari, mentre da Vado, Livorno e Piombino facciamo servizio su Corsica e Sardegna. Finora siamo soddisfatti dell’andamento, anzi, speriamo in un leggero aumento. Tra l’altro operiamo con una nave in meno, avendo venduto la vecchia Corsica Marina».
Il presidente Pierre Mattei ha inaugurato una sostituzione graduale dei traghetti più anziani: nel 2015 è entrata in servizio la Mega Andrea, due anni dopo l’ammiraglia Pascal Lota, nel 2021 la Mega Regina e due anni fa la Mega Victoria. La flotta conta 11 navi. A bordo anche i servizi sono in evoluzione. «La ristorazione è sempre stata un nostro fiore all’occhiello – sottolinea Romani con soddisfazione, dato che prima era proprio il responsabile della gestione dell’hospitality, i servizi alberghieri di bordo -. Siamo gli unici ad avere il settore di cucina gestito direttamente da noi. Decidiamo noi gli acquisti dei prodotti e i menù da proporre ai passeggeri. La marcia in più arriva dagli accordi con chef stellati, che collaborano con noi dalla ricerca di nuovi prodotti alla formazione del personale di cucina».
La pandemia del 2020, che aveva paralizzato tutto il settore dei viaggi, è alle spalle, ma alcuni effetti si avvertono ancora proprio sul personale: «L’estate aveva salvato il settore dei passeggeri, invece è più complesso tornare ai livelli precedenti sotto il profilo del personale. Abbiamo sofferto anche il reddito di cittadinanza, che ha ridotto il numero di persone in cerca di lavoro. Ora abbiamo un reparto delle risorse umane che sta dando ottimi risultati. Da due anni stiamo portando avanti azioni per fidelizzare i dipendenti, dato che il tipo di lavoro presenta un turn over da un anno all’altro, con interventi sul welfare, migliorando le condizioni di vita a bordo e in generale, un’attenta programmazione degli imbarchi. Ora incrementeremo gli interventi sulle categorie non ancora comprese e stiamo studiando azioni sugli stipendi. Il settore marittimo sconta una carenza di personale generalizzata, noi cerchiamo di invogliare i giovani ad avvicinarsi e scoprire un nuovo mestiere, li accompagniamo nell’iter per ottenere il libretto di navigazione. Anche per questo abbiamo varato il progetto “Nave scuola”»