Il 2024 per il Gruppo Cosulich è stato un anno di acquisizioni e di crescita delle ambizioni. Il 2025 è l’anno in cui si vogliono mettere a frutto le operazioni dell’anno passato.
«Nel primo semestre di quest’anno siamo andati meglio dell’anno scorso. Le attività di logistica che abbiamo acquisito cominciano a produrre utili», spiega il presidente Augusto Cosulich. Il gruppo ha presentato il bilancio 2024. Il fatturato è cresciuto da 1,9 a 2,1 miliardi, l’utile è però sceso da 30 a 20 milioni, mentre l’Ebitda, che misura la redditività, è stato da record, il secondo maggiore di sempre con 59,7 milioni. Il patrimonio netto consolidato ammonta a 267 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta è negativa per 140 milioni, pur non avendo ancora utilizzato tutti gli affidamenti e le linee e di credito a 5-10 anni messe a disposizione dagli istituti di credito.
L’operazione maggiore dello scorso anno è quella che ha riguardato TrasGo, acquisita dalla joint-venture Coscos che il gruppo ha con la cinese Cosco: «Abbiamo pagato molto, ma sta dando utili importanti con una buona gestione». Fra le altre operazioni poi la nascita della rete powered by Cosulich Logistics (14 uffici, 7 brand), l’ordine di quattro bettoline methanol-ready («investimento chiave nella transizione energetica»), operazioni strategiche nei settori shipping, steel e digital e infine rafforzamento del board con l’ingresso di due figure di alto profilo.
Un’attività cominciata nel 2024 e che si sta sviluppando è quella della logistica delle auto nuove a Vado Ligure con Arcese, con un piazzale da 30mila metri quadrati. Sta andando così bene che si cercano nuove aree. «Andremo a investire svariati milioni di euro in futuro, siamo alla ricerca di piazzali perché siamo in contatto con i produttori di automobili cinesi come Saic, Mg, Byd che ci chiedono la gestione delle loro auto. Nel prossimo anno stimiamo di investire 5 milioni nel campo delle auto», dice Cosulich.
L’imprenditore entra più nel dettaglio di quanto avvenuto nell’ultimo anno e mezzo: «Abbiamo acquisito molto, adesso ci siamo fermati, non per mancanza di finanziamenti (abbiamo 20 milioni di euro di interessi passivi proprio perché siamo stati molto attivi negli ultimi 10 anni e le banche sono disposte a appoggiarci), ma perché gestire le nuove attività è difficile, vogliamo dedicarci di più a loro, proprio a livello fisico, stare con le persone, mangiare assieme a loro, sentire i loro problemi. Facciamo molta formazione, ma vogliamo valorizzare le nostre persone, forse abbiamo le risorse in casa. Quest’anno quindi meno investimenti per andare a gestire meglio le nostre società». Il Gruppo è composto oggi da 142 società aggregate in 15 business unit distribuite in 30 Paesi.
Accanto a queste ci sono gli asset, navali e siderurgici. L’anno scorso sono state ordinate 4 bettoline. Novità sono previste anche per la flotta dry cargo, che verrà rinnovata con la vendita delle unità più vecchie e l’acquisto di altre navi, fino a 3, «più consone, di varie dimensioni, per sostituire quelle che venderemo».
Il gruppo si guarda intorno anche nel settore dell’acciaio: «Siamo pronti a investire dopo i due anni terribili per il settore, stiamo facendo tante due diligence, ma non sarà in tempi brevi. A Piombino abbiamo un rapporto con Metinvest-Danieli che partirà dal 2027-2028. Abbiamo fatto per loro lo studio per una banchina e stiamo programmando il futuro. Manca il finanziamento di 2,5 miliardi per portare avanti l’operazione, passo previsto a ottobre. Il nostro ruolo è quello di allestimento delle banchine, un investimento da 30-40 milioni di euro in cui vogliamo essere presenti».
Il gruppo è attivo in tutto il mondo, punta a espandersi a Dubai per affiancare l’attività logistica a quella del bunker, ma Cosulich è attento anche alle vicende delle Adsp italiane. «Bene Paroli a Genova, ma negli altri porti la situazione non è buona, che si decida. A Trieste situazione paradossale, il commissariamento fa perdere tempo».