Guerra dei dazi, nel mirino dell’Ue le big-tech degli Stati Uniti

A Bruxelles si ragiona all’ipotesi di attivare lo “strumento anti-coercizione” per i servizi, soprattutto quelli digitali. Così la Commissione risponde alle minacce di Trump

Mark Zuckerberg

Ultimo aggiornamento 5 febbraio 2025 - 12:24

Dazi americani sui prodotti europei? Restrizioni Ue ai giganti tecnologici degli Stati Uniti. La Commissione europea sta prendendo in considerazione questa risposta. Aleggia l’ipotesi di colpire le big-tech d’oltre Atlantico semmai il presidente Usa Donald Trump dovesse tenere fede agli avvertimenti di sovra-costi sull’export dell’Unione europea. Niente di certo ma nulla di escluso, a Bruxelles ci si prepara a tutto, incluso utilizzare lo speciale strumento anti-coercizione contro Apple, Amazon, Microsoft, Google, Meta e affini. L’indiscrezione trapela dai piani alti dell’esecutivo comunitario e finisce sul Financial Times, che la propaga fino a farla arrivare a chi di dovere. La Commissione europea e la sua presidente, Ursula von der Leyen, fanno sul serio e non si limitano alle dichiarazioni di rito, il succo del discorso.

Lo strumento anti-coercizione

Lo strumento anti-coercizione dell’Ue è stato varato nel 2021 quale risposta alle pressioni commerciali esercitate sull’Unione europea. Nasce al termine del primo mandato di Donald Trump (gennaio 2017- gennaio 2021) essenzialmente con l’obiettivo di porre un freno alla Cina e alla sue condotte considerate eccessive e contrarie alle regole di mercato.

Dissuadere l’Ue a ritirare determinate regole o non approvarle, al pari di dazi alle esportazioni ingiustificate, sono due casi previsti per far scattare la risposta europea. In entrambi i casi la voglia di Trump di vedere eliminate le normative europee su servizi digitali (Dsa) e mercati digitali (Dma), unitamente alla minaccia di dazi, rappresentano il motivo di contro-misura su cui si ragiona a Bruxelles, anche per le non-ricadute giuridiche: lo strumento «è coerente con gli obblighi internazionali dell’UE e pienamente fondate sul diritto internazionale», ricorda la stessa Commissione europea.

Dalle tariffe agli appalti, tutte le contromisure: l’Ue guarda ai servizi digitali

Lo speciale strumento fa scattare risposte mirate non contro un Paese specifico, quanto restrizioni commerciali settoriali, su cui decide l’Unione europea a propria discrezione. Se un Paese terzo dovesse imporre restrizioni a prodotti agricoli, l’Ue non è tenuta a colpire lo stesso comparto del Paese terzo che esercita pressione. Quando un Paese rifiuta di ricorrere alla propria coercizione o pressione, possono essere decretati tariffe, restrizioni al commercio di servizi e aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale, nonché restrizioni all’accesso agli investimenti diretti esteri e agli appalti pubblici. Ancora, lo strumento permette restrizioni all’immissione sul mercato unico europeo di prodotti soggetti a norme chimiche e sanitarie. L’Ue sta guardando ai servizi digitali, e ai principali operatori del settore, che per gli Stati Uniti rappresenterebbero un duro colpo.