Un polo energetico a Pra’, nel Ponente di Genova, con depositi chimici, idrogeno e Gnl. È l’ipotesi illustrata questa mattina dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale al Comune di Genova e ai Municipi, nel corso degli incontri legati alla definizione del nuovo Piano regolatore portuale. Si trattadi una seconda altenrativa all’attuale collocazione, dopo quelal anticipata da Blueconomy.com che prevedeva i depositi interrati nella zona del porto petroli di Multedo.
L’area individuata è quella a ponente del porto di Pra’: il riempimento per creare un grande molo container per espandere il terminal di Psa permetterebbe nella parte più vicina a Voltri, di trasferire anche i depositi chimici. Il limite è sempre il Rio San Giuliano e il nuovo polo energetico sarebbe affacciato verso il mare. Per ora si tratta di uno scenario progettuale, non di un intervento già deciso, ma la sua presenza nel confronto sul futuro assetto del porto apre una partita destinata ad avere un forte impatto sul territorio.
All’incontro erano presenti il presidente dell’AdSP Matteo Paroli, la sindaca Silvia Salis e l’assessore comunale alle Politiche portuali Alessandro Terrile.
L’idea si inserisce nella ricerca di nuovi spazi per le attività energetiche e per la movimentazione e lo stoccaggio di prodotti che richiedono infrastrutture portuali dedicate. Il tema dei depositi chimici è da anni uno dei nodi della pianificazione genovese: la loro presenza a Multedo, in un’area ormai circondata dalla città, ha alimentato a lungo il confronto sulla necessità di una delocalizzazione.
La documentazione dell’Autorità portuale ha già preso in considerazione, negli anni, diverse ipotesi per trasferire i depositi chimici e petrolchimici in aree portuali più lontane dal tessuto urbano. Anche per il Gnl erano state studiate soluzioni con serbatoi criogenici, piccoli terminali per le metaniere e strutture per la distribuzione via terra e via mare.
Ora il nuovo scenario sposta la discussione verso Pra’ e verso il rapporto fra porto e città. La questione è destinata a essere uno dei passaggi più delicati del nuovo Prp: da una parte la necessità di trovare aree adeguate per le attività energetiche e per i nuovi combustibili, dall’altra il destino di uno spazio oggi utilizzato dalla cittadinanza e affacciato sul mare.
Per il momento, dunque, non c’è un progetto esecutivo né una decisione di localizzazione. C’è un’ipotesi messa sul tavolo dall’Autorità portuale nel confronto con Comune e Municipi. Ed è già sufficiente a riaprire una delle questioni più sensibili del futuro del porto di Genova: dove collocare le attività industriali ed energetiche senza riproporre il conflitto fra porto e città.