Genova – L’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona ha approvato definitivamente il nuovo disegno della Diga foranea in costruzione davanti allo scalo del capoluogo ligure. Come noto, la realizzazione dell’opera è divisa in due maxi-lotti, la Fase A (il cui cantiere è in corso) e la Fase B (che andrà a gara alla fine di questo mese): con l’ok dell’Authority, viene spiegato da Palazzo San Giorgio e dalla Struttura commissariale per la ricostruzione di Genova guidata da Marco Bucci, il layout della Fase A viene modificato in base alla variante approvata dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici (comprese ovviamente le modifiche richieste) consentendo così la realizzazione della Fase B e la possibilità di procedere in parallelo.
Al cantiere della Fase A si accosterà quindi quello della Fase B una volta appaltato (la gara scade a fine mese). Le modifiche al layout non riguardano i 12 cassoni della Diga già posati. L’obiettivo dei cantieri portati avanti in parallelo, si spiega dai due enti, è quello «di posare l’ultimo cassone dell’opera ad agosto 2027, con la conclusione definitiva dei lavori a dicembre di quello stesso anno» e «un anticipo di 24 mesi rispetto alla costruzione in sequenza». Le ultime stime sul termine lavori della Diga, già basate sulla costruzione in parallelo, fissavano la data al 2028, e non è un caso che nella comunicazione di porto e struttura commissariale si parli di una revisione del cronopogramma in senso «estremamente serrato».
Inoltre, aggiungono da porto e struttura commissariale, la proposta di variante e il relativo atto aggiuntivo sono stati sottoposti al parere preventivo del Collegio consultivo tecnico, struttura prevista dal nuovo Codice appalti che serve – per i lavori al di sopra di una certa soglia di importo – a prevenire o risolvere tempestivamente le controversie tra stazione appaltante e appaltatore. Soprattutto, in seno a questo Collegio, «sono state riconosciute le maggiori lavorazioni per garantire una migliore tenuta rispetto alla natura dei fondali riscontrata» proprio «durante le lavorazioni», nonché «altre attività aggiuntive effettivamente necessarie».
Si tratta, come spiega il sub-commissario Carlo De Simone, dei 160 milioni di riserve che il consorzio PerGenova Breakwater ha conteggiato all’Autorità portuale e che eccedono l’importo previsto nell’appalto, dovuti per la maggior parte al raddoppio della lunghezza delle colonne di ghiaia (da sei a 12 metri) necessaria per il consolidamento del fondale argilloso su cui poggia la Diga, problema emerso quasi subito nell’ambito della costruzione dell’opera. Il costo attualmente previsto per la nuova Diga foranea è quindi di un miliardo e mezzo, dato dalla somma degli 893 milioni a cui stata appaltata la Fase A, i 35 milioni per le sue modifiche, i 160 milioni di riserve concordati con il consorzio e i 444 milioni previsti come base d’asta per l’appalto della Fase B.

I dettagli delle modifiche
Nella comunicazione congiunta vengono ricordati i dettagli tecnici salienti del nuovo layout: le modifiche consentono, peraltro, di ottenere una serie di vantaggi competitivi e migliorie funzionali sintetizzabili come segue:
1. Aumento delle competitività del Porto di Genova e conseguente incremento dei traffici e di tutti gli indicatori occupazionali ed economici associati con un anticipo di 24 mesi rispetto alla realizzazione in sequenza. Questo risultato è connesso a:
a. avanzamento in contemporanea delle due fasi di costruzione dell’opera (Fase A e Fase B) con conseguente garanzia dell’ottenimento dell’infrastruttura completa nei tempi programmati;
b. creazione di maggiori spazi di manovra nel bacino di ponente, consentendo l’accesso e l’ormeggio di navi di maggiori dimensioni rispetto alla configurazione precedente;
c. ottimizzazione del futuro sviluppo a terra con possibilità di realizzare una linea di banchina unica, oltre al conseguente ampliamento degli spazi operativi e di stoccaggio a terra.
2. Miglioramento della sicurezza della navigazione nel porto di Genova, sia in condizioni di normale esercizio sia in condizioni di eventuale emergenza, grazie alla definizione di una più ampia imboccatura secondaria a ponente che consente di allocare una maggior quota del traffico navale in accesso ed in uscita nel Bacino di Sampierdarena. Tali condizioni si determinano per e etto di:
a. un incremento delle dimensioni del cerchio di evoluzione di ponente da 450 m a 550 m;
b. un allargamento dell’imboccatura di ponente da 138 m a 235 m.
La variante è stata studiata al fine di massimizzare la disponibilità e l’utilizzo degli specchi acquei portuali interni alla nuova diga e consiste in una:
– riduzione della lunghezza della sezione T1 in corrispondenza dell’imboccatura principale a levante, in ottemperanza alle prescrizioni formulate dal CSLLPP in fase di approvazione del PFTE;
– ottimizzazione del pennello T5 per coniugare la funzionalità dell’opera con le necessità pianificatorie di spostare più a levante il cerchio di evoluzione e ampliare lo specchio acqueo ai fini di una maggiore sicurezza della manovra; – eliminazione della sezione T4, transitoria tra Fase A e Fase B; – spostamento verso il mare aperto del tratto di sezione T7;
– allungamento del ramo di sopraflutto dell’imboccatura secondaria di ponente tramite estensione della sezione T9.
Il commento di De Simone e Paroli
“La variante approvata – ha dichiarato Carlo De Simone, sub-commissario alla Ricostruzione di Genova – rappresenta un passaggio fondamentale per garantire il completamento della Nuova Diga Foranea di Genova, riducendo i tempi di realizzazione e rafforzando al contempo la sicurezza delle operazioni portuali. Quest’opera non è soltanto un’infrastruttura: è un investimento strategico che restituisce competitività al porto di Genova, valorizza l’intero sistema logistico nazionale e crea nuove e importanti opportunità occupazionali ed economiche per il territorio. Il nuovo cronoprogramma impegna tutti noi a un lavoro serrato, ma siamo determinati a rispettare la scadenza del 2027, o rendo al Paese una diga moderna e resiliente, all’altezza delle sfide del futuro.”
“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – ha dichiarato il presidente dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli – frutto di un efficace coordinamento e di una piena condivisione di intenti tra la Struttura commissariale e l’AdSP. Questo traguardo ci permette di accelerare la realizzazione della nuova diga foranea, dotando il porto di Genova e l’intero sistema logistico nazionale di un’infrastruttura strategica e all’avanguardia. Un’opera che, in tempi certi, assicurerà vantaggi competitivi duraturi e renderà i porti del Mar Ligure Occidentale una piattaforma integrata al servizio del Paese e dell’Europa, garantendo al contempo la sostenibilità dell’aumento dei traffici e importanti benefici economici e occupazionali per il territorio”.