È stato varato dal presidente del porto, Matteo Paroli, il nuovo consiglio di amministrazione di Ente Bacini, la società controllata dall’Autorità portuale di Genova che gestisce le vasche per la riparazione e gli allestimenti delle navi sotto la Lanterna.
Amministratore delegato sarà Maurizio Anselmo, come anticipato nei giorni scorsi da Il Secolo XIX. Anselmo arriva dalla lunga esperienza alla guida del Terminal San Giorgio con il Gruppo Gavio. Alla presidenza dell’Ente è stato indicato l’avvocato Alessandro Arvigo, consigliere di amministrazione anche nella società Aeroporto che gestisce il Cristoforo Colombo. In passato vicino al Pd, oggi avrebbe il gradimento della Lega. Arvigo fra le competenze professionali ha anche quella in privatizzazioni di società pubbliche, un tema di cui potrebbe doversi occupare nel corso del suo nuovo incarico.
Prende il posto di Daniela Ameri, che rimane comunque in consiglio di amministrazione, ruolo in cui era stata chiamata originariamente prima dell’emergenza dovuta alle dimissioni di Mauro Vianello. Con lei in cda anche l’ex assessora comunale della giunta Bucci, Lorenza Rosso, e l’ex viceconsole della Culmv Silvano Ciuffardi, che più recentemente si era candidato in Compagnia portuale con una lista alternativa all’attuale console Antonio Benvenuti.
Anselmo, pur essendo un debuttante alla guida di una società pubblica, è universalmente riconosciuto per la sua esperienza manageriale, ma non tutte le decisioni di Paroli sono state accolte altrettanto positivamente dalla comunità portuale. Le imprese di riparazioni navali, che sono presenti come soci in Ente Bacini con quote minoritarie (circa 2 per cento Riparatori navali genovesi e circa 1 per cento Genova industrie navali – Gin) si sono astenute nel corso dell’assemblea. In passato avevano chiesto un posto in cda, ma Paroli non le ha accontentate.
Si sono irrigiditi anche i rapporti con la Culmv, che ha lasciato trapelare di essere del tutto estranea alle nomine. Ieri mattina il viceconsole Luca Ledda ha avuto un incontro con Paroli nel corso del quale avrebbe sottolineato al presidente che se la strategia alla base delle nomine fosse mirata a indebolire l’attuale assetto organizzativo e produttivo della Compagnia ci sarebbe una risposta decisa.
Come ha comunicato l’Authority, il cda resterà in carica fino all’approvazione del corrente esercizio finanziario. Una durata breve spiegata come «opportuna per consentire di svolgere un percorso di valutazione e approfondimento sul nuovo assetto societario, in coerenza con il quadro normativo che disciplina la partecipazione degli enti pubblici nelle società».
Ieri l’assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità il bilancio 2024, già approvato a maggio dal consiglio uscente. Al termine Paroli ha sottolineato l’importanza di un cda «caratterizzato da competenze eterogenee e complementari».